Novantanove anni di passione, amore, vittorie, esultanze, gioie e anche qualche dolore di troppo, perché tutto concorre a dare forma alla storia di un club.
Il Taranto è a un passo dal secolo di vita e chissà cosa immaginavano i fondatori quando il 7 luglio 1927 si riunirono per passare dall’idea alla realtà. Delle tappe che quasi cent’anni fa portarono alla nascita del club rossoblù ne abbiamo parlato con Franco Valdevies, storico del Taranto e attuale presidente dell’associazione “Museo del Taranto calcio”. Valdevies ha collaborato come storico e statistico con la Gazzetta dello Sport e l’Agenzia Giornalistica Multimediale Datasport e l’Annuario del Calcio Mondiale. Con Edizioni Pugliesi, nel 2007, ha pubblicato: “80 anni in rossoblù – Un secolo di calcio a Taranto”.
Valdevies, quando e come nasce il Taranto calcio?
«In una delle mie opere avevo scritto che la fusione tra la Pro Italia e l’Audace Football Club, che diede vita al Taranto, fosse avvenuta l’11 luglio 1927. Una data che ricavai da un articolo pubblicato sulla Gazzetta di Puglia del 13, in cui si diceva che “in breve tempo e con fascistica rapidità” i due sodalizi si fossero fusi. Negli anni le ricerche sono continuate e nell’emeroteca di Bari ho reperito un altro articolo della Gazzetta di Puglia in cui si indicava l’8 luglio come data di nascita. Continuando l’attività di ricerca mi sono imbattuto in un terzo pezzo della Gazzetta di Puglia del 15 luglio, che descriveva una riunione avvenuta il 12 all’ormai scomparso teatro Apollo di Taranto. In quell’occasione l’avvocato Cesare Blandamura, uno dei soci fondatori, lesse un telegramma di Augusto Turati, segretario del Partito Nazionale Fascista, nel quale si faceva riferimento al 7 luglio».
La fusione tra Pro Italia e Audace fu casuale?
«No, perché la Figc spingeva per favorirla. In Italia vi era un problema: l’altissimo numero di club. Fu un fenomeno che coinvolse anche le grandi come Napoli, Fiorentina e Roma».
Se dovesse rivolgersi a un adolescente, cosa gli racconterebbe della storia del Taranto?
«Venti anni fa, nel 2006, il Taranto vinse gli ultimi playoff. Da allora vi abbiamo partecipato 11 volte, perdendo sempre. Sembra quasi ci sia una maledizione: ecco, a un ragazzo direi di crederci comunque, perché prima o poi torneremo grandi. Nel corso del tempo abbiamo perso tanti tifosi, speriamo che il nuovo stadio ci aiuti a ritrovare la strada maestra».
