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Grottaglie, si riaprono spiragli per l’aeroporto “Arlotta”: vertice per la possibile apertura ai voli di linea

Grottaglie, si riaprono spiragli per l’aeroporto “Arlotta”: vertice per la possibile apertura ai voli di linea

L’aeroporto di Grottaglie torna al centro dell’agenda della Regione Puglia. Non più soltanto come piattaforma industriale e cargo, ma come possibile scalo aperto ai voli di linea attraverso gli Oneri di Servizio Pubblico (OSP), lo strumento previsto dalla normativa europea che consente allo Stato di finanziare, tramite compensazioni economiche assegnate con gara pubblica alle compagnie aeree, i collegamenti considerati essenziali per garantire la continuità territoriale.

È questo il tema al centro del vertice riservato svoltosi in Presidenza tra il capo di gabinetto del governatore Antonio Decaro, Davide Pellegrino, il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Maria Vasile e Stefano Paleari, tra i massimi esperti italiani di trasporto aereo, già commissario straordinario di Alitalia.

Il confronto è partito dallo studio commissionato da Aeroporti di Puglia allo stesso Paleari, che analizza le condizioni di accessibilità dei territori serviti dagli aeroporti di Foggia, Taranto-Grottaglie e Brindisi per verificare se esistano i presupposti tecnici e giuridici per chiedere allo Stato l’attivazione degli OSP.

Sul tavolo non c’è soltanto Grottaglie. Nel corso della riunione è stata valutata anche la possibilità di estendere l’analisi all’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia, già interessato dai collegamenti in continuità territoriale, per rafforzarne il ruolo all’interno del sistema aeroportuale pugliese. Lo studio supera il tradizionale concetto di perifericità geografica. Oggi, spiega l’analisi, a determinare l’isolamento di un territorio è soprattutto la difficoltà di accesso ai servizi di trasporto.

Per questo vengono esaminate insieme rete stradale, ferroviaria, aeroportuale e indicatori socio-economici, così da individuare le aree che potrebbero giustificare un intervento pubblico. L’analisi utilizza inoltre il modello di “con-accessibilità” sviluppato nell’ambito del Piano Nazionale degli Aeroporti, che misura sia la facilità con cui uno scalo può essere raggiunto via terra sia la qualità della rete di collegamenti che è in grado di sviluppare.

Il quadro che emerge evidenzia le criticità di Taranto e Foggia. Se il “Gino Lisa” dispone già di collegamenti in OSP, Grottaglie continua invece a essere utilizzato prevalentemente per attività cargo, industriali e di ricerca, senza un servizio passeggeri stabile. Nessuna decisione è stata assunta, ma le parti sì sono aggiornate per ulteriori approfondimenti. In concreto se si arrivasse ad un’intesa con i territori la Regione potrebbe utilizzare lo studio scientifico come base tecnica per chiedere al Governo l’attivazione degli Oneri di Servizio Pubblico e riportare, dopo anni di attesa, i voli civili all’aeroporto di Grottaglie.