La cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo è anche l’inaugurazione del rinnovato stadio Erasmo Iacovone, che porta il nome dell’indimenticato bomber del Taranto degli anni Settanta.
Il vecchio stadio comunale è stato completamente demolito e ricostruito in meno di 20 mesi, spendendo circa 60 milioni di euro (in tutto il Governo ne ha messi in campo quasi 280). L’impianto, già definito uno degli stadi più belli d’Italia, porta la firma dello studio di architettura Shesa, degli architetti Suarez. «Mare, sole, acciaio. Bellezza, storia. Il progetto condensa in sé i caratteri di Taranto», spiega l’architetto Eloy Suarez. «Non abbiamo voluto costruire un oggetto estraneo alla città, ma un impianto che ne restituisse l’identità: la luce, il rapporto con l’acqua, la memoria industriale e quella magnogreca».
L’intervento restituisce alla città un impianto rinnovato in ogni sua componente, chiamato a ospitare il momento inaugurale della manifestazione e poi fino a 20mila ospiti. Shesa è inoltre curatore del progetto architettonico della nuova copertura dello Stadio Via del Mare di Lecce, anch’esso inserito tra le strutture sportive di Taranto 2026. I grandi pannelli che costituiscono la struttura esterna dello Iacovone, a forma di nuvola, contengono sofisticati sistemi di illuminazione controllata da un software, capaci di offrire uno spettacolo di colori unico di sera.
Gli altri impianti
«Abbiamo realizzato, tra riqualificazione e ristrutturazione, nove stadi, 20 palazzetti, due piscine olimpiche, 4 piste di atletica, un centro nautico, un centro tennis, un centro di tiro con l’arco, due parchi urbani e sei palestre scolastiche per i ragazzi. Un totale di 45 opere». A tirar giù bilanci e numeri dell’impresa mostruosa compiuta per i Giochi di Taranto è il commissario governativo Massimo Ferrarese, che è anche presidente del comitato organizzatore locale. «Abbiamo realizzato tutto questo in poco meno di due anni, considerato che l’ultimo decreto sulle risorse firmato dall’allora ministro Raffaele Fitto, risale al 30 agosto 2024 – sottolinea – in questi due anni abbiamo realizzato i progetti esecutivi, bandito le gare, affidato i lavori e realizzato le opere. A Taranto gli investimenti sono stati pari a 170 milioni, nella provincia di Taranto altri 47 milioni, nella provincia di Lecce 39 e in quella di Brindisi circa 20».
L’altra struttura importante costruita a Taranto è lo stadio del nuoto di fronte alla rada di Mar Grande, con due piscine olimpioniche da 50 metri, di cui una coperta (costo 40 milioni). Altro impianto rilevante è il PalaRicciardi, totalmente ricostruito: ospita atletica leggera indoor e outdoor oltre che eventi e manifestazioni.
Al quartiere Salinella, vicino allo stadio, sono sorti anche campi di padel, da tennis e uno skatepark in un vero e proprio parco urbano dello sport che insieme al rinato campo di atletica Giuseppe Valente, ha contribuito a riqualificare un intero quartiere. Infine merita una menzione il centro tennis Magna Grecia, completamente ricostruito, con anche un’area giochi per bambini.
