Una monumentale nave da crociera trasformata in un vivace e cosmopolita villaggio olimpico galleggiante, ormeggiato nel cuore della stazione navale di Taranto. Ai XX Giochi del Mediterraneo, l’esperienza degli atleti passa anche e soprattutto dagli spazi della motonave Aroya, divenuta in questi giorni il fulcro della convivenza, dello scambio culturale e dell’intrattenimento per delegazioni provenienti da tre continenti.
A tracciare un primo, entusiastico bilancio della vita di bordo è l’ex campionessa di ginnastica ritmica Alessia Maurelli, oggi nel ruolo di “sindaca” del Villaggio Mediterraneo: «Il riscontro è assolutamente straordinario. Gli atleti stanno vivendo un’esperienza pazzesca all’interno di una struttura che offre ogni genere di attività: dal karaoke ai tornei di scacchi, fino a piscine spettacolari con schermi costantemente sintonizzati sulle gare. La nave è ricca di punti di ritrovo dove i ragazzi, anche semplicemente scambiandosi le tradizionali spillette, hanno stretto legami autentici. Ricordo una ginnasta greca che, appena terminata la sua gara, correva entusiasta per i corridoi cercando l’escape room di bordo per festeggiare».
Dietro l’atmosfera di festa e condivisione opera una complessa e rigorosa macchina logistica. Coordinare la quotidianità di circa 4.500 persone al giorno, gestendo i flussi dei trasporti verso gli impianti di gara, i servizi di pulizia, la sicurezza e gli accrediti, ha richiesto uno sforzo organizzativo imponente. Come sottolineato da Roberto Outeirino Uceda, direttore di Games Service, «è stata una sfida gestionale complessa che è costata molte notti insonni, ma i risultati ripagano pienamente il lavoro svolto», confermando la formula della nave-villaggio come una delle intuizioni più riuscite dell’edizione tarantina.
