La recente inchiesta di Milena Gabanelli dedicata ai «Giochi del Mediterraneo» di Taranto, in cui si denunciavano spese fuori controllo e ritardi organizzativi, ha sollevato dubbi e polemiche sulla gestione dell’evento. «Praticamente il giorno dopo ha smentito lei stessa quanto affermato precedentemente» sottolinea il Commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese.
Andiamo per ordine a cominciare dagli stanziamenti. Lei ha parlato di 275 milioni di euro, il ministro Tommaso Foti di 281,5. Allora chi ha ragione?
«L’investimento per i Giochi del Mediterraneo da parte del Governo per le strutture è di 275 milioni e rimane quello per tutte le strutture utili. Poi, ultimamente, il sindaco di Taranto aveva chiesto per le strade, un aiuto al Governo perché come ente locale non ci sono disponibilità per poter rifare le strade e il ministro Foti ha aggiunto ai 275 milioni, altri 6 milioni e mezzo. Noi siamo rimasti all’interno dei 275 milioni nonostante i rincari dei materiali per circa 15 milioni. Cosa che abbiamo risolto e compensato con quelli che sono stati i ribassi della struttura commissariale».
Commissario, per quanto riguarda il villaggio olimpico bisognava farlo per forza sulle navi?
«Dal 2019 quando il Comitato internazionale ha deciso di fare i Giochi a Taranto, ha da subito chiarito che avrebbe realizzato un villaggio e questo sarebbe costato una marea di milioni, a quel punto hanno dovuto optare per le navi».
Perché il Comitato internazionale non dà la possibilità di far alloggiare gli atleti in 30-40 alberghi?
«Sostengono che gli atleti devono stare tutti insieme, devono vivere il villaggio. Quindi, quando io sono arrivato, questa cosa già c’era e non ha creato problemi agli alberghi della zona. Perché oltre ai 5000 atleti, ci sono 1000 accompagnatori e 2000 persone fra tecnici e altre figure, che hanno riempito tutti gli alberghi della zona».
Ferrarese sta pensando al dopo Giochi? Cioè all’utilizzo e alla gestione degli impianti, una volta terminato l’evento?
«Sì, potrei dire io sono il commissario straordinario, finisco i giochi e ciao. Ma io sono un cittadino di questa terra, un imprenditore autoctono, e quindi non solo sto pensando al dopo ma ho costituito una fondazione per cercare di individuare le migliori soluzioni per poter gestire questi impianti, in modo che dopo non diventino cattedrali nel deserto».
E per quanto riguarda lo stadio Iacovone?
«Una volta terminati i Giochi, mi auguro che lo stadio venga affidato a un soggetto in grado di valorizzarlo a trecentosessanta gradi: dagli eventi sportivi, a partire dal calcio, fino agli spettacoli e ai concerti, con una gestione che tenga sempre al centro la vocazione sportiva della struttura».
Per la vendita dei biglietti ci sono state polemiche anche sul sold out. C’è o non c’è?
«I biglietti sono praticamente ormai sold-out, abbiamo lasciato giusto qualcosa per le emergenze. E questa è una soddisfazione perché in 3 giorni non ci sono già più posti».
Si ritiene soddisfatto per il lavoro fatto finora?
«Questa cosa noi l’abbiamo iniziata a gestire un po’ più di 2 anni fa e stiamo realizzando queste opere in breve tempo. Stiamo organizzando i Giochi in così poco tempo e le opere che si sarebbero dovute realizzare in 7 anni, noi le abbiamo fatte in 2 anni e mezzo».
