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Giochi del Mediterraneo, il sindaco Bitetti: «Per Taranto un’occasione di crescita e riscatto» – L’INTERVISTA

Il primo cittadino guarda a una città che abbraccia il futuro, forte di un presente più solido e consapevole delle proprie potenzialità

Giochi del Mediterraneo, il sindaco Bitetti: «Per Taranto un’occasione di crescita e riscatto» – L’INTERVISTA

La fierezza di essere il primo cittadino di una comunità in festa. Piero Bitetti guarda a una Taranto che abbraccia il futuro, forte di un presente più solido e consapevole delle proprie potenzialità. Una città che dovrà ora essere capace di affrontare tutte le sfide lasciate in eredità dai Giochi del Mediterraneo, dalla gestione degli impianti sportivi alla costruzione di una «narrazione diversa» del territorio.

Sindaco Bitetti, questi Giochi cosa rappresentano per Taranto e la sua comunità?

«Rappresentano una straordinaria occasione di crescita e di riscatto per Taranto. Sono il segno concreto di un cambiamento che la città sta già vivendo ed è oggi riconosciuto anche all’esterno. Per la nostra comunità significano fiducia, orgoglio e la consapevolezza di poter guardare al futuro con maggiore ambizione».

Ritiene che i Giochi abbiano definitivamente consegnato a Taranto la definizione di città internazionale?

«Ritengo di sì. Ospitare un evento di questa portata vuol dire entrare a pieno titolo in una dimensione internazionale. Naturalmente, questo traguardo non va considerato un punto di arrivo ma uno di partenza: adesso dobbiamo consolidare nel tempo questo ruolo, continuando a investire nella capacità di attrarre eventi, relazioni e opportunità».

Che tipo di accoglienza troveranno gli atleti? E i turisti?

«Taranto è una città accogliente per natura. Chi arriverà qui troverà una comunità calorosa, orgogliosa della propria storia e desiderosa di mostrare il meglio di sé. Sono certo che atleti, delegazioni e turisti porteranno con sé il ricordo di una città autentica, ospitale e pronta ad accoglierli con entusiasmo».

Qual è stata la difficoltà più grande che l’amministrazione ha dovuto affrontare per arrivare a questo appuntamento?

«La sfida più grande è stata il tempo. Abbiamo dovuto correre per rispettare scadenze molto impegnative. È stato un lavoro intenso, che ha richiesto determinazione, capacità organizzativa e una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti».

Sente di poter dire che Taranto abbia ricevuto il sostegno necessario da tutti gli attori politico-sportivi coinvolti nei Giochi?

«Di fronte a un appuntamento così importante abbiamo saputo fare squadra. I diversi livelli istituzionali e il mondo sportivo hanno collaborato con un obiettivo comune: garantire il successo dei Giochi e offrire a Taranto un’opportunità storica di sviluppo e visibilità».

La gestione degli impianti, dopo i Giochi, è la vera sfida da affrontare: con quali strumenti lo farete e quali garanzie potrebbero essere date alla cittadinanza?

«Al bando pubblicato per la gestione degli impianti sono pervenute nove manifestazioni di interesse. Questo dimostra che esiste attenzione e fiducia rispetto al valore delle strutture realizzate. Il nostro obiettivo è garantire che questi impianti diventino un patrimonio stabile per lo sport, per i giovani e per tutta la cittadinanza».

Quanto possono incidere i Giochi sul futuro turistico ed economico di Taranto?

«Possono incidere moltissimo. I Giochi rappresentano una vetrina internazionale senza precedenti per la città. Migliaia di persone scopriranno Taranto, il suo patrimonio storico, culturale e paesaggistico. Le ricadute positive riguarderanno il turismo, il commercio, i servizi e, più in generale, la capacità della città di attrarre nuovi investimenti e nuove opportunità».

Quanto è cambiata Taranto in questi mesi e qual è l’intervento che, più di tutti, rappresenta questa trasformazione?

«Non credo esista un singolo intervento che possa rappresentare da solo questa trasformazione. Penso invece che sia in atto un vero e proprio cambiamento culturale che va accompagnato da noi amministratori. Taranto deve imparare a giocare stabilmente nel campionato di Serie A delle città italiane. Dobbiamo superare definitivamente una narrazione che ci identifica esclusivamente come città dell’acciaio e affermarci sempre di più come città dello sport, della cultura, dell’innovazione e della qualità della vita».

Riuscirà a seguire i Giochi e quali discipline attrarranno maggiormente la sua attenzione?

«Gli impegni istituzionali saranno molti, ma cercherò di seguire il maggior numero possibile di competizioni. Più che una disciplina in particolare, ciò che mi emoziona è vedere Taranto protagonista di un grande evento internazionale e assistere alla passione, al sacrificio e ai valori che ogni atleta porta con sé. Questo è il vero spirito dei Giochi».