Mancano 4 mesi e 7 giorni all’apertura dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Un conto alla rovescia ormai entrato nel vivo che fa da sfondo al convegno svoltosi ieri nella città ionica all’Università «Aldo Moro». È stata occasione di confronto tra istituzioni e operatori per definire la gestione degli impianti post-vento e delle risorse necessarie, in tempi stretti, per garantire la migliore riuscita dell’importante manifestazione, fiore all’occhiello non solo per la Puglia ma anche a livello nazionale, che si terrà dal prossimo 21 agosto al 3 settembre.
Dal sindaco Piero Bitetti all’ingegnere Silvio Scarcelli (coordinatore della struttura commissariale dei Giochi, in sostituzione del commissario straordinario Massimo Ferrarese), l’obiettivo emerso dal tavolo di confronto è una strategia che valorizzi le infrastrutture contribuendo allo sviluppo del territorio.
I temi trattati
La vera gemma, come disse qualche tempo fa lo stesso Ferrarese, sarà lo stadio «Iacovone», rifatto a nuovo, dal manto alle tribune, fino alla zona hospitality, pronto secondo le stime degli esperti a fine giugno, ma anche la pista indoor al PalaRicciardi, da 2mila posti con servizi hi-tech. Sarà la seconda in Italia, l’unica sl Sud. Sono stati sviscerati in numeri anche tutte le altre opere già realizzate, dal centro sportivo Magna Grecia dove si giocherà a tennis e padel, alla pista di skate e altre discipline sportive.
I cantieri
Il coordinatore della struttura commissariale dei Giochi, Silvio Scarcelli, ha spiegato che «non ci sono grandissime preoccupazioni sul cronoprogramma» dei cantieri per le grandi strutture, con lavori monitorati settimanalmente, soprattutto allo stadio «Iacovone», dove aggiunge: «Dovremmo farcela tranquillamente a rispettare i tempi per fine giugno». Smentite anche ipotesi di rinvio dei Giochi: «Al momento non è stata prospettata questa eventualità, siamo fiduciosi sul progresso dei lavori. Senza dimenticare l’ammontare ad oggi degli investimenti del governo che sono solo sul territorio cittadino di 163 milioni».
L’appello
«L’ente non può permettersi di gestire direttamente gli impianti, quindi stiamo facendo valutazioni che possano attirare gli investimenti da parte dei privati o una copartecipazione», ha spiegato il sindaco Bitetti. «Il nostro intento è quello di farli funzionare, di renderli fruibili, di metterli a disposizione della collettività, puntando al know-how.
Non vogliamo sottrarre le strutture alle associazioni sportive. Abbiamo chiesto al Governo, in particolar al ministro al Pnrr Tommaso Foti, di individuare i milioni di euro che ci servono per garantire l’intervento sulle strade, rifare le cartellonistiche e dare un minimo di decoro nei luoghi più iconici della città. Se Taranto fa una bella figura la fa anche la Regione Puglia e il Governo». All’incontro c’era anche il direttore generale del Comune, Marco Lesto il quale ha evidenziato, insieme ai numeri, che c’è già una manifestazioni di interesse per la futura gestione con proposta di project financing per lo stadio Iacovone da parte della SS Taranto, «Una manifestazione di interesse prodromica alla formalizzazione di una proposta per il parco urbano sportivo da parte della società Mediterraneo».









