La deputata del Partito democratico Francesca Viggiano porta in Aula, a Montecitorio, il dolore di Taranto «costretta da decenni a vivere un conflitto innaturale: quello tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute».
Nel corso della discussione sull’interpellanza urgente per l’ex Ilva, Viggiano ha esordito affermando che «parlo come parlamentare, ma soprattutto come cittadina di Taranto e come madre» e ricordando che «il costo umano è stato altissimo: 11 morti sul lavoro negli ultimi dodici anni, l’ultimo dei quali lo scorso 2 marzo». A questo “bollettino” «si aggiunge l’allarme dello studio Sentieri, che certifica un eccesso di malattie infantili legato all’inquinamento, trasformando il futuro dei bambini in una promessa fragile».
In relazione alle recenti ammissioni del ministro Nordio sul provvedimento del Tribunale di Milano che dispone la chiusura dell’area a caldo dal 24 agosto prossimo, Viggiano ha sottolineato che «se un membro del Consiglio dei Ministri non ha contezza di un atto che potrebbe fermare il più grande stabilimento siderurgico d’Europa, significa che il Governo non ha una strategia».
Sull’ipotesi di vendita al fondo statunitense Flacks Group, poi, «mancano – ha spiegato la deputata dem – un piano industriale dettagliato, impegni vincolanti sulla decarbonizzazione e garanzie per gli 8.500 lavoratori».
Nell’interpellanza si chiedono «chiarimenti urgenti sulle emissioni anomale registrate tra il 20 e il 22 febbraio 2026», «soluzioni per i 4.450 lavoratori (di cui 3.800 a Taranto) che vivono in una “sospensione della vita” lunga dodici mesi» e «interventi per sanare il trattamento discriminatorio verso le imprese creditrici locali».
Viggiano ha concluso evidenziando che «nessuna strategia industriale potrà mai giustificare un’altra morte. Se lo Stato deve intervenire, deve farlo per proteggere i cittadini e non per socializzare i costi e privatizzare i profitti. Perché l’obiettivo non può più essere solo produrre acciaio, ma rendere la produzione finalmente compatibile con la vita».
Flacks: «Presenteremo il piano ai Commissari entro il 12 marzo»
Flacks Group, intanto, rende noto che «sta completando la documentazione relativa all’acquisizione (dell’ex Ilva) che prevede di presentare ai Commissari entro e non oltre il 12 marzo». Questa «includerà un piano industriale revisionato, prove della regolare situazione dell’entità acquirente, una lettera di impegno di capitale e di altri elementi che dimostrano la disponibilità di asset significativi. Flacks Group sta inoltre discutendo con dei partners industriali di primaria importanza».
Se la documentazione dovesse essere «ritenuta accettabile, il gruppo prevede di firmare un accordo di acquisizione vincolante entro la fine di marzo».