«Sia gli interventi di messa in sicurezza e di manutenzione, sia il confronto negoziale con possibili acquirenti» dell’ex Ilva «sono prossimi alla svolta». Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante l’informativa al Senato sulla situazione del polo siderurgico.
Urso ha inoltre annunciato che il gruppo indiano Jindal, primario operatore mondiale, ha presentato ieri sera una manifestazione d’interesse per l’intero complesso industriale. Il piano proposto da Jindal è stato definito «ambizioso» dal ministro e prevede la piena decarbonizzazione degli impianti.
Questa offerta si aggiunge a quella già in campo del fondo americano Flacks, delineando un confronto negoziale che il governo punta a chiudere entro la fine di aprile.
Per garantire il controllo strategico sull’operazione, il ministro ha confermato che l’esecutivo eserciterà il Golden Power, tutelando così sia la continuità industriale sia gli obiettivi ambientali.
L’informativa di Urso non ha risparmiato toni duri nei confronti della magistratura. Il ministro ha definito «ad orologeria» la recente sentenza del Tribunale di Milano che impone la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto dal 24 agosto prossimo, definendola una «mina» sul percorso di salvataggio.
Secondo l’esponente del governo, si tratterebbe di un’azione «proditoria» giunta proprio mentre i negoziati erano nel vivo.
Nonostante le tensioni giudiziarie, il cronoprogramma per la manutenzione straordinaria prosegue. L’obiettivo resta quello di riportare Taranto a essere l’architrave dell’autonomia strategica europea nel settore della sicurezza e della siderurgia. «Siamo prossimi alla svolta – ha concluso Adolfo Urso – sia per la messa in sicurezza, sia per il passaggio del timone a mani sicure».
