«Lavoriamo in maniera assidua affinché sia possibile concludere i negoziati per la cessione dell’azienda entro la fine di questo mese. Ad oggi i Commissari stano negoziando con i due soggetti internazionali che hanno presentato un’offerta vincolante: il gruppo Flacks e Jindal Steel». Sono le parole usate dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del question time alla Camera.
Ha aggiunto il ministro: «I commissari hanno chiesto al gruppo Flacks di fornire prova documentale della sua capacita’ finanziaria entro la prossima settimana attendono risposte chiare. Nel frattempo si stanno confrontando con Jindal, uno dei principali produttori globali di acciaio green».
Il commento
«Apprezziamo la spiegazione del Ministro, il suo impegno in una vicenda complessa che ha radici e responsabilità da ricercare sicuramente non in questo governo. In questo momento è corretto andare a vedere le proposte, soprattutto quelle di Jindal che garantirebbe 6 milioni di tonnellate di produzione ma non la tutela dell’attuale filiera occupazionale e prevederebbe investimenti per la gran parte all’estero, in particolare in Oman a fronte di un cospicuo impegno economico italiano.
L’ultimo di una lunga serie di investimenti, che ammontano a 4 miliardi solo nell’ultimo decennio». Lo ha detto la deputata di Noi Moderati e vice presidente della Commissione Attività Produttive Ilaria Cavo che a commento dell’intervento del ministro Urso ha aggiunto: «C’è chi auspicherebbe il ritorno alla vecchia ricetta della statalizzazione, noi invece, che crediamo nell’economia sociale di mercato, preferiamo parlare della necessità di italianizzare l’Ilva.
Abbiamo un’eccellenza di produttori italiani e aziende importanti della filiera, per questo crediamo vadano coinvolte insieme a Cdp, nei modi più opportuni, perché si crei un percorso che porti all’italianizzazione come prospettiva strategica nel caso in cui gli altri percorsi non fossero idonei o sufficienti. Abbiamo bisogno di acciaio, abbiamo bisogno di garantire l’occupazione in tutti gli stabilimenti, di Taranto, di Genova e del nord Italia. Abbiamo bisogno di innovare la produzione e renderla sostenibile».
La reazione
Intanto, si registra la presa di posizione del Movimento Cinque Stelle tarantino. «Qualche giorno fa abbiamo appreso dalla stampa che il Comune, con una nota firmata dall’assessora all’Ambiente, ha chiesto al Ministro Urso integrazioni sulla prescrizione n. 2 dell’Aia relativa ai monitoraggi e alle tutele ambientali del piano ambientale. Si tratta di una richiesta tardiva e inutile, perché la documentazione era già pubblica e consultabile sul portale ufficiale del ministero dell’Ambiente. L’amministrazione invece di impugnare un’Aia che il Movimento 5 Stelle ha sempre giudicato illegittima, ha preferito non impugnarla e adesso perdere tempo alimentando confusione e aspettative infondate su presunte mancanze documentali che non esistono».