Evitare che la pronuncia dei giudici milanesi possa trasformarsi in «una bomba sociale e produttiva per il territorio». È questo l’obiettivo prioritario espresso dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine del Meeting di Rimini, in merito agli ultimi sviluppi sulla questione dell’ex Ilva di Taranto.
Si tratta, ha evidenziato il titolare del Mimit, di «una sfida che dobbiamo affrontare insieme per evitare che una decisione legittima della Corte d’Appello di Milano possa diventare una bomba sociale e produttiva per il territorio».
Per disinnescare l’impatto della sentenza sul futuro dell’impianto, il governo punta sul dialogo istituzionale a 360 gradi: «Serve il coinvolgimento di tutte le istituzioni. A settembre sarà convocato il tavolo sull’Ilva, lavoreremo tutti insieme portando ciascuno il proprio contributo», ha confermato Adolfo Urso, ricordando come presso il proprio dicastero sia già operativo da oltre un anno il “tavolo Taranto“.
La strategia dell’esecutivo passa anche attraverso il rilancio della presenza dei privati nel capitale del gruppo. Intervenendo al panel “L’Italia delle imprese: radici e visione internazionale“, il ministro ha reso noto importanti novità sul fronte del bando d’assegnazione: «Alla gara internazionale in corso si è presentata una cordata italiana piuttosto significativa che si affianca a Jindal e Flacks. E si è aggiunto un quarto grande operatore europeo».
L’ingresso del nuovo player continentale rafforza il dossier sulla riconversione della siderurgia italiana, ritenuta strategica dall’esecutivo. «Noi crediamo all’industria primaria. Senza di essa non solo non c’è un’industria europea, ma non c’è la libertà e l’indipendenza dell’Europa», ha concluso Adolfo Urso.
