«Urso trasforma l’altoforno 2 anche in inceneritore, alla faccia della salute». È caustico il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5s, nel commentare l’annunciato riavvio, a marzo, dell’altoforno siderurgico fermo da due anni per interventi.
Le vicende attorno all’ex Ilva, secondo Turco «non smettono mai di ricordarci quanto chi dovrebbe in primis tutelare lavoratori e cittadini, pensi esclusivamente al profitto ed agli interessi dei potenti che hanno sempre usato lo stabilimento ionico come pattumiera d’Italia». Secondo Turco l’impianto è destinato al co-incenerimento di plastiche (circa 50mila tonnellate di rifiuti all’anno), «diventando uno dei maggiori inceneritori di plastiche tossiche d’Italia», aggiunge.
Per Turco, il riavvio significa «maggiori rischi per la salute, a partire da quella dei bambini. Non sono bastati studi epidemiologici, sentenze, morti sul lavoro e malati di patologie correlate all’inquinamento: per Meloni e Urso è tutto a posto», dice il senatore che si aspetta una presa di posizione forte anche dagli enti locali.
L’associazione
Anche il movimento Giustizia per Taranto teme per la ripartenza dell’altoforno 2. «Le fasi di riaccensione – dicono – sono tra le più critiche per emissioni e sicurezza. Si entra in una fase delicatissima, ad alto rischio industriale e con un impatto ambientale pesante», sottolinea l’associazione, ricordando i rischi sia per la sicurezza dei lavoratori che per l’aumento delle emissioni al riavvio delle operazioni. «È in questi momenti – si legge ancora – che crescono consumi energetici, scarti, fumi, odori e polveri».
Giustizia per Taranto ricorda che proprio nell’altoforno 2 morì il lavoratore Alessandro Morricella, travolto da un getto di ghisa. Il riavvio, si sottolinea, avviene «in un contesto già segnato da impianti fermi o sotto sequestro per gravi incidenti».