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Ex Ilva, Decaro dopo il vertice a Palazzo Chigi: «Polo confermato a Taranto solo se decarbonizzato»

Così il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, all’uscita da Palazzo Chigi al termine del confronto presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano sul futuro dell’ex Ilva e dell’area ionica

Ex Ilva, Decaro dopo il vertice a Palazzo Chigi: «Polo confermato a Taranto solo se decarbonizzato»

«Abbiamo ottenuto risposte parziali, ma un punto fermo fondamentale è stato chiarito: a prescindere da ciò che accadrà nei prossimi giorni sul piano giudiziario o societario, il polo siderurgico resterà a Taranto solo come impianto decarbonizzato, basato sui forni elettrici, esattamente come richiesto all’unanimità dal territorio». Così il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, all’uscita da Palazzo Chigi al termine del confronto presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano sul futuro dell’ex Ilva e dell’area ionica.

Il governatore ha confermato la piena intesa sulla nascita del tavolo permanente interistituzionale, allargato a ministeri, enti locali, Autorità Portuale, sindacati e categorie datoriali, chiedendo formalmente l’ingresso anche del Ministero della Salute: «Sarà la sede operativa per tradurre le soluzioni in provvedimenti normativi urgenti. Tra le priorità sul tavolo c’è l’ipotesi di uno scivolamento pensionistico per i lavoratori diretti, somministrati e dell’indotto che sono stati impiegati nell’area a caldo del ciclo integrale».

Accanto alla riconversione produttiva dello stabilimento – per il quale Decaro ha precisato che al momento «non si registrano novità sull’iter di vendita» –, la Regione ha presentato all’esecutivo un pacchetto articolato di misure per la salvaguardia sociale ed economica dello Jonio:

  • Blocco immediato delle procedure di licenziamento, in particolare per le aziende dell’indotto e dell’appalto;
  • Sviluppo dell’hub eolico offshore nel porto di Taranto, dando attuazione definitiva ai piani strategici già deliberati;
  • Riconoscimento di Taranto come “zona di accelerazione per la produzione industriale” ai sensi delle normative dell’Unione Europea;
  • Incentivi nazionali e sgravi fiscali potenziati per attrarre nuovi investimenti produttivi sul territorio, abbinati a regimi di decontribuzione pluriennale per le imprese esterne che assorbiranno maestranze provenienti dall’ex Ilva o dal suo bacino di fornitura.

«Il vertice è servito a far prendere coscienza al governo che, a prescindere dall’esito dell’udienza cautelare del 9 settembre a Milano e dai decreti sull’area a caldo, questo piano di interventi va attuato senza indugi per garantire un futuro a Taranto», ha concluso Decaro.