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Ambiente e Sostenibilità Taranto

Ex Ilva, pronta l’autorizzazione ambientale per la produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio

Concluso a Roma, dal gruppo istruttore del ministero dell’Ambiente, il lavoro per il riesame-rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) di Acciaierie d’Italia. Si tratta dell’autorizzazione unica necessaria allo stabilimento siderurgico (che ha sede principale a Taranto) per restare acceso. L’attuale è scaduta ad agosto 2023 ed è in proroga da molto tempo. La nuova Aia è tarata su una ipotesi di produzione annua di 6 milioni di tonnellate di acciaio e fa riferimento alla valutazione di impatto sanitario presentata dai vertici dell’azienda per questa produzione ed esaminata dall’Istituto superiore di Sanità. Successivamente il siderurgico ne ha presentata anche una per 8 milioni, ma non è stata ancora trattata. La nuova Aia richiama come punto fondamentale la sentenza di giugno scorso della Corte di Giustizia Europea, per la quale un impianto industriale va fermato se procura danni alla salute. Contiene inoltre molte prescrizioni ambientali a carico dell’ex Ilva.

Il programma

Adesso la road map prevede la pubblicazione del verbale finale, l’ufficializzazione del parere istruttorio conclusivo e la convocazione a stretto giro della conferenza dei servizi per licenziare il tutto. La nuova Aia verrà rilasciata con un decreto del ministero dell’Ambiente. Oltre al parere istruttorio, sarà varato anche il piano di controllo e monitoraggio che sta predisponendo l’Ispra. Tempi serrati, dunque, perché si vogliono consegnare al più presto i documenti all’investitore azero ritenuto dai commissari di governo il miglior offerente. I commissari sono stati già autorizzati dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a trattare in esclusiva la conclusione della cessione degli impianti alla Baku Steel Company dell’Azerbaijan, risultata vincitrice sugli indiani di Jindal e gli americani del fondo Bedrock.

L’indotto

Nel Tarantino lavorano decine e decine di aziende, la maggior parte delle quali in regime di monocommittenza nella galassia dell’appalto e dell’indotto legati al siderurgico. Le compagini societarie degli ultimi anni sono tutte finite decotte, con la dichiarazione di amministrazione straordinaria. Questa circostanza ha mandato un fumo milioni e milioni di euro di debiti nei confronti delle aziende di indotto e appalto, che sono rimaste gravemente danneggiate. L’associazione che raduna le aziende dell’indotto, Aigi, sostiene che, a poco più di un mese dalle consultazioni amministrazione, la città di Taranto vada ripensata partendo da quello che è il suo punto di forza, la sua tradizione metalmeccanica. L’associazione propone inoltre che il Politecnico di Taranto si possa ubicare a palazzo Archita, nel centro Umbertino, sviluppando nuovi corsi di laurea in Ingegneria metallurgica, con forte partenariato con l’acciaieria o Ingegneria energetica, in collaborazione con Eni, o ancora Ingegneria navale con l’arsenale militare e la cantieristica da rilanciare.

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