«Le imprese dell’indotto [dell’ex Ilva di Taranto, ndr] non possono più attendere. La Regione ha il dovere di garantire risposte chiare e tempi certi». Lo afferma il vice presidente del Consiglio regionale della Puglia, Renato Perrini, in relazione al bando gestito da PugliaSviluppo che prevede misure di sostegno alle aziende dell’indotto dello stabilimento siderurgico del capoluogo ionico.
Perrini chiede «con urgenza» all’assessore per lo Sviluppo economico, Eugenio di Sciascio, «la convocazione urgente di un tavolo regionale per fare piena chiarezza» su «una misura adottata in un contesto di emergenza industriale, finanziaria e occupazionale, successivo all’ammissione di Acciaierie d’Italia spa alla procedura di amministrazione straordinaria».
L’esponente di Fratelli d’Italia ricorda che «non a caso il legislatore nazionale ha riconosciuto la prededucibilità dei crediti dell’indotto, proprio per tutelare la continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento di Taranto, impianto di interesse strategico nazionale».
Perrini afferma che «a fronte dell’approvazione dell’elenco provvisorio delle imprese ammesse» alle misure di sostegno, «dell’assenza di ulteriori comunicazioni ufficiali e della perdurante incertezza sui tempi di conclusione dell’istruttoria e di liquidazione delle risorse, molte imprese beneficiarie si trovano oggi in una condizione di grave tensione finanziaria, con rischi concreti per la continuità aziendale e per i livelli occupazionali. È una situazione non più sostenibile», tuona il vice presidente del Consiglio regionale, evidenziando che «ogni ulteriore ritardo rischia di vanificare l’efficacia stessa dell’intervento regionale e di aggravare una crisi che la misura era chiamata a fronteggiare».
Perrini, dunque, chiede «un confronto immediato e trasparente con la Regione Puglia e PugliaSviluppo, finalizzato a chiarire lo stato attuale della procedura istruttoria; individuare eventuali criticità ostative; definire tempistiche certe per l’approvazione degli elenchi definitivi; indicare una data attendibile per la liquidazione delle sovvenzioni».