Non ci sarebbero istituti bancari disposti a concedere prestiti per l’acquisto dell’ex Ilva e, per questo, per il gruppo Flacks chiede una linea di credito temporanea dallo Stato per avviare gli impianti su basi solide.
Ad affermarlo è lo stesso gruppo statunitense in corsa per l’acquisto del siderurgico. Il gruppo Flacks spiega di aver «esaminato le richieste avanzate dai commissari straordinari nell’ambito della procedura di vendita dell’ex Ilva, giungendo a una conclusione netta: la maggior parte di esse è irricevibile e non trova riscontro nella realtà del mercato».
In una nota, il gruppo Flacks afferma che «il punto di frizione principale riguarda il finanziamento
bancario a copertura di un business plan pluriennale. Nessun istituto di credito tra i numerosi contattati negli scorsi mesi sarebbe oggi disposto a concedere prestiti di questa natura, tanto più su un asset come Ilva, gravato da pesanti incertezze giudiziarie sul possibile blocco degli impianti e da un costo dell’energia non definito. Una simile richiesta sarebbe fuori mercato persino per un’azienda in salute, trattandosi di una condizione mai vista nella prassi delle operazioni di questo tipo».
Flacks, dunque, chiede che lo Stato eroghi «un vendor loan temporaneo, della durata di sei mesi o al massimo un anno, per consentire all’acquirente di rimettere in moto gli impianti su basi solide. L’acquirente – si legge ancora nella nota – fornirebbe tutte le garanzie necessarie al rimborso. Una volta dimostrata l’operatività continuativa di Ilva, le banche avrebbero già dato segnali di disponibilità a finanziare l’operazione. Senza questa garanzia preliminare, però, non esisterebbe sul mercato un singolo operatore disposto a immettere capitali a fondo perduto in un asset dalle sorti così incerte».
Il gruppo Flacks, prosegue la nota, «solleva anche una questione politicamente delicata: chiede se Jindal Steel and Power [l’altro soggetto che si sta facendo avanti per Ilva, ndr] abbia fornito al governo garanzie concrete sull’effettiva copertura finanziaria del proprio business plan. E si dice pronto a pareggiare qualunque offerta il gruppo indiano dovesse formulare». Per questo nella nota viene ricordato che il gruppo è stato «fino a questo momento, l’unico soggetto formalmente designato in via esclusiva a trattare con il governo».
Flacks conclude spiegando che sta «predisponendo risposte puntuali alle domande dei commissari, nelle quali intende fornire evidenza di ulteriori disponibilità patrimoniali, oltre a quelle già documentate. Il gruppo Flacks conferma inoltre la propria piena disponibilità ad avviare, già nei prossimi giorni, un confronto strutturato e costruttivo con le diverse sigle sindacali operanti nell’ex Ilva, con l’obiettivo di promuovere un dialogo trasparente e orientato alla sostenibilità industriale e occupazionale del piano di rilancio. La partita per il futuro di Ilva è dunque tutt’altro che chiusa».