In Senato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica l’operato del governo sull’ex Ilva, lanciando al contempo un duro attacco alle opposizioni: «Abbiamo lavorato incessantemente per salvare la più grande acciaieria d’Europa. La situazione che abbiamo trovato quando siamo arrivati era drammatica».
La premier lo ha affermato, a Palazzo Madama, nella discussione sulle sue comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.
Nel rispondere in modo specifico alle critiche sollevate dalla senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan, la presidente del Consiglio ha ripercorso le difficoltà incontrate dall’esecutivo nella gestione del plesso siderurgico di Taranto, evidenziando come la strada sia stata costellata da «ostacoli ideologici» e complicazioni di natura giudiziaria.
L’intervento in Aula ha visto anche toni accesi e battute polemiche indirizzate ai banchi della minoranza. «Sono certa che abbiate delle soluzioni migliori anche sull’Ilva, mi chiedo perché non le abbiate messe in campo quando eravate al governo», ha ironizzato la premier rivolgendosi a chi contestava la linea dell’esecutivo. Meloni ha poi incalzato i parlamentari dell’opposizione: «Sono certa che le elencherete quando prenderete la parola, anziché spendere i vostri 10 minuti per insultare alla cieca il governo perché ritenete sia più sensato».
Al di là dello scontro politico, la premier ha ribadito che l’ultimo decreto legge approvato testimonia «un impegno molto ampio, molto complesso che non si esaurisce neanche con questo provvedimento».
L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire la continuità produttiva dell’acciaio italiano e tutelare l’occupazione nel territorio pugliese, mantenendo aperto un canale di confronto costante con tutte le parti sociali: «Continuiamo a mantenere il dialogo mai interrotto con i sindacati, le amministrazioni locali e le associazioni di categoria per assicurare un futuro industriale a Taranto».
