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Ex Ilva, la cordata italiana si tira. Turco: «Fallimento della strategia industriale del Governo»

Il gruppo, secondo fonti, avrebbe deciso di non presentare l’offerta per l’acquisizione degli impianti: problemi durante la due diligence

Ex Ilva, la cordata italiana si tira. Turco: «Fallimento della strategia industriale del Governo»
Lo stabilimento ex Ilva di Taranto (foto di repertorio)

A ormai pochi giorni dalla scadenza dell’ennesima proroga al bando avviato dal governo per la cessione degli impianti dell’ex Ilva, si tira indietro la cordata degli industriali italiani, tra cui i vertici di Federacciai ed i principali attori del settore, Arvedi, Marcegaglia, Feralpi, Duferco, Beltrame.

Il gruppo, secondo fonti vicine al dossier, avrebbe deciso di non presentare l’offerta per l’acquisizione dell’ex Ilva. La decisione di fare un passo indietro sarebbe maturata a causa di problemi emersi durante due diligence effettuata in questi ultimi due mesi.

Federacciai aveva annunciato la sua discesa in campo con una manifestazione di interesse poco prima di Ferragosto, precisando che l’interesse degli imprenditori del Nord era per gli impianti di lavorazione a freddo. Col probabile abbandono della cordata italiana, riflettori puntati sugli indiani di Jindal, gli unici rimasti ad aver manifestato interesse per gli impianti in passato.

Per il senatore tarantino Mario Turco, vicepresidente del M5S, «è l’ennesima conferma del fallimento della strategia industriale del governo Meloni. Dopo oltre tre anni di annunci, promesse e ingenti risorse pubbliche impiegate, siamo ancora senza una soluzione e senza un acquirente». Per Turco, la circostanza che le imprese italiane abbiano riscontrato condizioni talmente critiche da considerare l’investimento insostenibile è «un segnale allarmante sul deterioramento degli impianti. Meloni venga immediatamente in Parlamento a riferire sul futuro dell’ex Ilva. Urso si assuma la responsabilità politica della propria gestione e si dimetta».