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Docenti, troppi precari nel sostegno in Puglia

A raccontare la situazione precaria nella provincia di Bari sono i dati che arrivano dal bilancio tracciato dalla Flc Cgil Puglia

Docenti, troppi precari nel sostegno in Puglia

Sempre meno docenti di italiano, storia, filosofia, matematica, scienze, inglese e geografia, l’attività scolastica barese oggi ha il suo cuore negli insegnanti di sostegno. Infatti, su un totale di 4.292 supplenze conferite, ben 3.710 sono state assegnate al sostegno, arrivando a coprire così una percentuale record dell’86,4 per cento. A raccontare la situazione precaria nella provincia di Bari sono i dati che arrivano dal bilancio tracciato dalla Flc Cgil Puglia, dopo la chiusura delle prime tornate di nomine a tempo determinato da parte degli Uffici Scolastici. L’ultimo round di nomine si è concluso qualche giorno fa, precisamente il 17 settembre.

Ma il problema delle nomine docenti è più ampio, in quanto in tutto il territorio pugliese, solo 13 mila hanno un contratto annuale, tutti gli altri sono posti in deroga e si concentrano soprattutto nel sostegno. Quindi, lo spazio per chi vuole insegnare la materia per cui ha studiato si riduce sempre di più. A rendere la situazione ancora più critica è il divario tra il personale disponibile e i posti effettivamente assegnati. Nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze di Bari sono iscritte ben 20.114 persone in prima fascia, ossia docenti già abilitati nelle materie comuni. Tra questi solo il 2,89 per cento ha ricevuto una nomina sulla propria materia di insegnamento.

Nel sostegno invece, su 6.414 docenti specializzati registrati a Bari, il 57,84 per cento è riuscito a ottenere un incarico. Dunque, meno di un docente precario su cinque ha iniziato l’anno con un contratto stabile, mentre l’80 per cento dei giovani docenti sono in attesa di supplenze brevi o restano esclusi dal mondo del lavoro. Ma come loro, ci sono anche docenti che da anni sono precari e da anni non riescono a ottenere un riconoscimento e soprattutto un contratto stabile, per questo il coordinatore del sindacato degli insegnanti Anief Bari-Bat Cesare Antifora, ha ribadito: «Questi insegnanti non sono numeri dentro un bollettino. Sono professionisti che spesso hanno alle spalle anni di servizio, formazione e responsabilità nelle nostre scuole.

Il sistema li utilizza ogni anno per garantire il funzionamento dell’istruzione e, allo stesso tempo, continua a sottoporli all’incertezza della nomina». I disagi in ogni caso non sono solo per i docenti, che spesso si trovano a vivere per anni in un limbo, ma anche per i ragazzi, che non possono seguire dei percorsi didattici continuativi, cambiano spesso professori, provando ogni volta ad adattarsi a nuovi metodi di insegnamento e creando relazioni sempre diverse con i docenti. Questo spesso incide anche sulla resa degli stessi ragazzi, che vivono continui cambi e sbalzi e che molte volte non riescono neanche a concludere i programmi scolastici, in quanto ogni professore che arriva in classe opta per un certo tipo di lezioni. Dunque, la situazione occupazionale dei docenti è sempre più preoccupante, a Bari le associazioni di categoria stanno intensificando i sit in di protesta finalizzati a chiedere nuove regole sulla stabilizzazione dell’organico.