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Ex Ilva, il Governo rilancia: «La fabbrica si salverà». La Regione Puglia chiede investimenti statali

I ministri difendono il futuro dell’acciaieria. Decaro risponde: «Lo Stato investa nella transizione e faccia la sua parte per la decarbonizzazione»

Ex Ilva, il Governo rilancia: «La fabbrica si salverà». La Regione Puglia chiede investimenti statali

Il futuro dell’ex Ilva di Taranto passa dalla decarbonizzazione, ma per il Governo non ci sono dubbi sulla necessità di salvaguardare la produzione di acciaio. Dal Forum in Masseria di Manduria arrivano messaggi chiari da parte dei ministri Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso, mentre il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro rilancia la richiesta di investimenti pubblici e nuove opportunità occupazionali per accompagnare la transizione industriale.

La posizione del Governo

Per il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, la chiusura dello stabilimento rappresenterebbe «una sconfitta dell’Italia». L’acciaieria, ha sottolineato, resta un asset strategico per il Paese perché rinunciare alla produzione nazionale significherebbe esporsi ai costi e alle incertezze del mercato internazionale.

«La scelta del Governo – ha spiegato – è realizzare a Taranto uno degli impianti siderurgici più moderni d’Europa». Un percorso che dovrà tenere insieme le esigenze ambientali del territorio, le valutazioni delle istituzioni locali e l’interesse di un investitore industriale capace di garantire continuità produttiva.

Pichetto ha affrontato anche il tema energetico, aprendo alla possibilità di riattivare il progetto del rigassificatore nel porto di Taranto qualora vi fossero le condizioni per sostenere il fabbisogno di gas necessario alla transizione industriale.

Ancora più netto il ministro delle Imprese Adolfo Urso, secondo cui l’ex Ilva «si salverà malgrado tutto», nonostante le difficoltà ereditate dalla gestione precedente, il sequestro di un altoforno e le complessità che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Urso ha annunciato per lunedì un incontro al Ministero con i sindacati tarantini per illustrare lo stato della vertenza e le prospettive di una soluzione che coniughi continuità produttiva e piena decarbonizzazione.

Le richieste di Decaro

Sul fronte regionale, Antonio Decaro ha ribadito che, se l’acciaio è considerato un settore strategico nazionale, «lo Stato deve fare la sua parte», finanziando la realizzazione dei forni elettrici e sostenendo il percorso di riconversione ecologica.

Il presidente della Regione ha però posto l’accento anche sul futuro occupazionale. Con la progressiva decarbonizzazione, ha osservato, una parte degli attuali lavoratori potrebbe non trovare spazio nella nuova configurazione produttiva dell’acciaieria. Per questo, secondo Decaro, è arrivato il momento di attrarre nuove imprese nell’area industriale tarantina, seguendo esempi già presenti sul territorio come quello della multinazionale Vestas.