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Ex Ilva, gli attivisti tarantini al ministro Pichetto Fratin: «Venga a vedere il Tamburi»

“Giustizia per Taranto” replica alla frase del rappresentante del Governo per il quale la chiusura dell’ex Ilva «sarebbe una sconfitta per l’ambiente»

Ex Ilva, gli attivisti tarantini al ministro Pichetto Fratin: «Venga a vedere il Tamburi»

Hanno sollevato un vespaio di polemiche le recenti affermazioni del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, secondo il quale la chiusura dell’ex Ilva sarebbe un fallimento per l’ambiente. Sul caso, è intervenuta l’associazione Giustizia per Taranto. «Ministro ci aiuti a capire come possa considerarsi una sconfitta per l’ambiente la chiusura dell’ex Ilva. Ci aiuti a capire di quale ambiente sta parlando», scrivono gli attivisti.

«L’ambiente che conosciamo noi è quello di una città che da decenni convive con l’inquinamento industriale, di un quartiere come Tamburi che continua a fare i conti con polveri ed emissioni, di bonifiche annunciate mille volte e mai completate, di cittadini che aspettano ancora di vedere una vera opera di risanamento del territorio».

Le accuse

L’associazione si dichiara sorpresa dalle affermazioni del ministro e lo accusa di essere stato finora totalmente invisibile, rispetto ai problemi della città. «Ci saremmo aspettati un impegno diretto e continuo su bonifiche, risanamento e tutela della salute pubblica. Invece la città continua ad attendere risposte concrete. Oggi si parla di acciaieria più moderna ed elettrificata d’Europa come se fosse una garanzia di futuro. Ma a Taranto queste promesse si ripetono da decenni, mentre il territorio resta ancora esposto all’inquinamento. La verità è che i tarantini non hanno più bisogno di slogan, né di annunci. Hanno bisogno di vedere il proprio territorio finalmente liberato da un modello industriale che ha già chiesto troppo a questa città. La vera sconfitta per l’ambiente è stata continuare per decenni a sacrificare questo territorio e il futuro delle sue generazioni in favore di un sistema che continua a bruciare denaro pubblico».

La lettera dell’associazione si conclude con un invito. «Prima di parlare di sconfitte ambientali venga a Taranto. Venga al rione Tamburi, parli con chi vive qui, guardi negli occhi chi da anni aspetta bonifiche, risanamento e giustizia. Poi ci spieghi perché la chiusura di questo ciclo dovrebbe essere una sconfitta».