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Ex Ilva, giorni decisivi per la trattativa di cessione: si studiano le due offerte

Giorni decisivi per la trattativa di cessione dell’intero gruppo ex Ilva. I commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva (proprietaria degli impianti) e di Acciaierie d’Italia (gestore) hanno ripreso l’analisi delle due proposte giunte per l’acquisizione dell’azienda quella del gruppo indiano Jindal Steel, che si è unito alla corsa ai tempi supplementari e quella del fondo americano Flacks Group, fino a pochi giorni fa individuato quale interlocutore privilegiato. Da Flacks, tuttavia, sono attese integrazioni e chiarimenti su piano industriale e risorse, richiesti dai commissari, che ancora non sono arrivati. Da quello che si apprende, i commissari hanno iniziato ad entrare nel merito delle due proposte e poi, insieme al team dei legali, decideranno come proseguire il confronto con i due offerenti.

Jindal ha proposto sino al 2030, in attesa che si facciano i nuovi forni elettrici, il mantenimento a Taranto di due vecchi altoforni a carbone sui tre esistenti (ma al momento solo uno, il 2, è in marcia) per produrre 4 milioni di tonnellate di acciaio all’anno. L’obiettivo annunciato è lo spegnimento dei forni a carbone nel 2030 per avviare un solo forno elettrico da 2 milioni di tonnellate mentre il resto della produzione sarà in Oman, dove Jindal intende costruire due forni elettrici e due impianti Dri per alimentare con preridotto di ferro i forni elettrici.

Le preoccupazioni

Per i sindacati, il piano di Jindal pare più orientato a utilizzare gli impianti di lavorazione a freddo del Nord Italia piuttosto che l’area a caldo Taranto. Il punto critico del piano degli indiani, infatti, sta nella riduzione annunciata di circa la metà degli occupati del gruppo: si passerebbe dagli attuali circa 8mila di Taranto a 4mila. Al momento oltre 3mila lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria. Flacks, invece, ha dichiarato che intende produrre a Taranto 6 milioni di tonnellate e che a regime darà lavoro a 8.500 diretti. Sul piano degli investimenti, Flacks ne annuncia per 5 miliardi, Jindal per 1,5 miliardi.

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