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Ex Ilva: dall’Ue ok al prestito. Flacks intanto visita la fabbrica

La Commissione europea ha autorizzato, ai sensi delle norme Ue sugli aiuti di Stato, il prestito di salvataggio fino a 390 milioni di euro ad Acciaierie d'Italia. La misura, varata dal governo nelle scorse settimane, servirà a garantire la continuità operativa del principale produttore siderurgico integrato italiano fino al trasferimento delle attività al nuovo operatore,…
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La Commissione europea ha autorizzato, ai sensi delle norme Ue sugli aiuti di Stato, il prestito di salvataggio fino a 390 milioni di euro ad Acciaierie d’Italia. La misura, varata dal governo nelle scorse settimane, servirà a garantire la continuità operativa del principale produttore siderurgico integrato italiano fino al trasferimento delle attività al nuovo operatore, che sarà selezionato tramite la gara in corso. Il finanziamento, di sei mesi, servirà a coprire i costi operativi: pagamento di fornitori e salari.

Secondo le autorità Ue, l’intervento è proporzionato, poiché limitato al fabbisogno di liquidità del siderurgico e concesso a condizioni di mercato. L’esecutivo Ue evidenzia che una cessazione improvvisa delle attività avrebbe conseguenze sociali rilevanti in tutta la Regione, dove il tasso di disoccupazione è stabilmente superiore alla media europea. La decisione, precisano da Bruxelles, non pregiudica la procedura d’infrazione aperta contro l’Italia sul rispetto della direttiva sulle emissioni industriali per lo stabilimento di Taranto. I sindacati metalmeccanici chiedono chiarezza al governo sulla cassa integrazione, prorogata di altri 12 mesi per 4450 addetti e sul futuro del gruppo.

La gara

Da ieri, intanto, una delegazione di tecnici del fondo americano Flacks, ritenuto il miglior offerente per rilevare l’intero gruppo siderurgico, è in visita agli impianti di Taranto. L’offerta americana, di un euro simbolico, è stata reputata, sia dai commissari che dai comitati di sorveglianza, la migliore. Il fondo finanziario, che nel frattempo sta cercando dei partner tecnici con esperienza nel settore siderurgico per la gestione degli impianti, promette un piano di investimenti per alcuni miliardi con l’obiettivo di raggiungere la produzione di 4 milioni di tonnellate di acciaio nel primo anno di attività, fino a farla salire a sei milioni nel giro di 18 mesi. Il piano passa da una progressiva decarbonizzazione attraverso l’uso di forni elettrici. Il programma di intervento prevede di mantenere 6.500 posti di lavoro. Un piano che, al momento, lascia particolarmente perplessi i leader dei sindacati metalmeccanici che da tempo chiedono al governo un incontro a Palazzo Chigi per discutere della vertenza.

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