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Ex Ilva, Confapi Taranto convoca il Consiglio d’urgenza: «Si rischia una bomba sociale»

«Il tempo passa e le soluzioni mancano», sottolinea Confapi, denunciando l’assenza di notizie sul tavolo di crisi promesso dal ministro Urso

Ex Ilva, Confapi Taranto convoca il Consiglio d’urgenza: «Si rischia una bomba sociale»

Consiglio d’urgenza per Confapi Taranto sulla complessa vertenza dell’ex Ilva. L’associazione di categoria lancia un duro allarme sulla mancanza di risposte concrete, proprio mentre si prende atto del ricorso in Cassazione contro il provvedimento della Corte d’Appello di Milano, che dispone la chiusura dell’area a caldo entro ottobre.

«Il tempo passa e le soluzioni mancano», sottolinea Confapi, denunciando l’assenza di notizie ufficiali sul tavolo di crisi promesso dal ministro Adolfo Urso tra Governo, Regione, Comune e Provincia. La situazione, avverte l’associazione, rischia ormai di trasformarsi in una vera e propria “bomba sociale”. I nodi fondamentali restano del tutto irrisolti: dalla gestione delle bonifiche con relativi fondi e garanzie statali, fino alla chiarezza sul futuro progetto industriale. Il timore principale è che l’ipotesi di limitare la produzione alla sola area a freddo nasconda la volontà di realizzare un “famoso spezzatino” destinato ad accompagnare Taranto alla fine del suo ciclo industriale.

Infine, massima preoccupazione viene espressa per le imprese dell’indotto. Confapi sollecita garanzie immediate sui crediti ammessi al passivo e sui pagamenti per i lavori in corso, ricordando che in gioco c’è il futuro economico di un’intera città.