Il riscaldamento anomalo delle acque mette in ginocchio il settore simbolo dell’economia jonica. Con gli allevamenti decimati dall’ondata di caldo eccezionale che ha surriscaldato i bacini marini locali, il Comune di Taranto si è formalmente attivato per chiedere l’accesso ai contributi e agli indennizzi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale (decreto legislativo 102/2004) destinato alle imprese colpite da calamità naturali.
All’indomani di un ciclo di tavoli tecnici con le cooperative, gli operatori e i rappresentanti del comparto mitilicolo, il sindaco Piero Bitetti e l’assessore alle Attività Produttive Francesco Cosa hanno trasmesso una nota urgente alla Regione Puglia per avviare l’iter istituzionale. Il primo step richiede che viale Capruzzi solleciti il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) per il riconoscimento formale dello stato di calamità dovuto agli eventi climatici avversi, legati all’impennata fuori norma delle temperature marine in Mar Piccolo e Mar Grande.
L’istanza dell’amministrazione comunale poggia su basi scientifiche e sanitarie documentate:
- Relazioni tecniche di Cnr e Asl: i due enti hanno formalmente certificato l’anomalia termica delle acque e il contestuale fenomeno di moria diffusa dei molluschi;
- Tutela del reddito: gli interventi economici mirano a salvaguardare centinaia di famiglie di produttori già penalizzate dai rigidi protocolli ambientali imposti sui bacini cittadini;
- Presidio e monitoraggio: richiesta di una rete di rilevamento continuo per prevenire future crisi ambientali a carico dell’ecosistema marino.
«In questo modo rispondiamo a un’esigenza primaria dei nostri mitilicoltori, proteggendo una produzione d’eccellenza che deve già scontare pesanti restrizioni dovute al quadro ambientale di Mar Piccolo e Mar Grande – ha dichiarato il sindaco Piero Bitetti –. È un atto necessario per garantire una fonte di sostentamento fondamentale a tante famiglie e difendere un lavoro che restituisce dignità agli operatori, tramandando un’antica tradizione identitaria della città».
Sulla stessa linea l’assessore Cosa, che ha rimarcato l’importanza dei riscontri peritali: «La nostra azione trova solido fondamento nelle risultanze documentali fornite da Cnr e Asl, che hanno messo nero su bianco l’eccezionalità del caldo atipico. Disporre di una rete capillare di monitoraggio è essenziale per consentire all’amministrazione di intervenire con tempestività e offrire tutele concrete a un comparto tanto prezioso quanto fragile».
