«Non lasceremo nulla al caso. Alla costituzione di parte civile affiancheremo una collaborazione piena con le indagini e il massimo sostegno alle forze di polizia che hanno operato con professionalità in una situazione di evidente pericolo per i nostri tesserati. Se dagli accertamenti dovessero emergere anche omissioni o falsità nei referti sportivi, agiremo senza esitazione sia in sede penale che civile: saremo determinati ad accertare la verità in tutti i suoi aspetti, e questa determinazione vale per qualsiasi operatore dello sport, nessuno escluso. La sicurezza dei nostri calciatori e l’onorabilità della nostra società non è negoziabile». È quanto affermano dalla Ss Taranto 2025 a seguito dei disordini avvenuti domenica scorsa allo stadio “Italia” di Massafra, al termine della finale playoff di Eccellenza, persa contro il Gladiator.
La società rossoblù ha annunciato che si costituirà parte civile negli eventuali procedimenti giudiziari che saranno avviati.
Dopo il fischio finale, un gruppo di ultras ha forzato un varco entrando sul terreno di gioco e tentando di aggredire alcuni calciatori rossoblù, riuscendo in alcuni casi a colpirli, tra cui il capitano Nicola Loiodice.
La società della famiglia Ladisa «ribadisce la più ferma condanna di ogni comportamento contrario ai principi di lealtà, correttezza e rispetto che devono caratterizzare il mondo dello sport» e comunica che, «a tutela della propria immagine, dei propri tesserati e della propria comunità sportiva, si costituirà parte civile nei procedimenti che verranno instaurati nei confronti dei soggetti responsabili dei fatti contestati».
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, già nel corso del primo tempo alcuni tifosi del Taranto avrebbero acceso circa quindici fumogeni, lanciandone uno sul terreno di gioco, oltre a quattro bottigliette semipiene.
Gli episodi più gravi si sarebbero verificati al termine della gara, quando alcuni sostenitori avrebbero forzato e danneggiato un accesso alla tribuna, invadendo il campo. Una volta sul prato, alcuni di loro avrebbero anche aggredito fisicamente un calciatore della stessa squadra, colpendolo con calci. Un 44enne di Palagiano è già stato posto agli arresti domiciliari per aver strattonato un vice questore in servizio mentre cercava di raggiungere i giocatori.
