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Commissari straordinari AdI: nuova mossa per l’ex Ilva

Il fermo degli impianti dell’area a caldo, secondo quanto deciso nello scorso mese di luglio, dovrebbe avvenire entro fine ottobre

Commissari straordinari AdI: nuova mossa per l’ex Ilva

I commissari di Acciaierie d’Italia, società che gestisce lo stabilimento ex Ilva di Taranto, attraverso i loro legali hanno presentato alla Corte d’Appello di Milano la richiesta di sospendere, in via cautelare, la decisione di fermare l’area a caldo della fabbrica. La richiesta avanzata è maturata dopo che la Corte di Cassazione ha programmato per il prossimo 20 ottobre l’udienza per discutere proprio sul ricorso relativo allo stop che ha creato, soprattutto nel settore dell’indotto, non poche preoccupazioni a fronte degli annunciati licenziamenti di ben 2.500 unità lavorative. Il fermo degli impianti dell’area a caldo, secondo quanto deciso nello scorso mese di luglio, dovrebbe avvenire entro fine ottobre. Una data che rappresenta uno spartiacque nell’ambito della lunga e dolorosa vertenza Ilva che coinvolge migliaia di lavoratori, ma anche un’intera città.

Dopo il rigetto di una prima istanza di sospensiva ora, all’attenzione del presidente della medesima corte Giuseppe Ondei, compaiono, secondo quanto sostenuto dai legali dei commissari, due elementi nuovi. Il primo è la fissazione dell’udienza al 20 ottobre, indicata dalle Sezioni Unite della Cassazione, circa la discussione sul provvedimento con cui i giudici di Milano hanno deciso il fermo degli altoforni e, altro elemento nuovo, ai legali dell’ex Ilva non sarebbe stata trasmessa memoria con cui il sostituto procuratore generale, Angelo Renna, ha dato parere negativo alla proposta di sospensiva che è stata rigettata l’11 settembre scorso. Sulla seconda istanza si attende la decisione della Cassazione che non dovrebbe tardare ad arrivare.

Su questa nuova mossa tesa a scongiurare la chiusura dell’area a caldo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato ieri «lo stabilimento dell’ex Ilva di Taranto è imbrigliato in un labirinto giudiziario. I commissari dovranno necessariamente fare un nuovo ricorso alla Corte d’Appello per chiedere se si può aspettare la sentenza della Corte di Cassazione». La notizia della richiesta di sospensiva è giunta nel corso dell’incontro con i lavoratori, Urso sorpreso commenta «abbiamo appreso dai legali dei commissari straordinari che la Corte di Cassazione, a cui si erano rivolti, aveva deciso di esaminare l’appello in tempi eccezionalmente brevi, praticamente prima della fatidica data dello spegnimento degli altoforni».

Per cessare l’attività delle ciminiere si devono prima attivare le procedure di spegnimento a fronte di una decisione che potrebbe arrivare non prima del 20 ottobre. Pertanto secondo il ministro Urso i commissari devono attendere la nuova sentenza della Corte di Cassazione per capire come muoversi, se devono procedere o meno allo spegnimento delle ciminiere. «I tempi indicati hanno sorpreso tutti – dice Urso -perché abitualmente sono molto più lunghi. Il 20 ottobre anticipa di pochi giorni la data dello stop da qui la necessità per i commissari di Acciaierie d’Italia di presentare un nuovo ricorso. Alla luce del nuovo ricorso il decreto legge sarà ripresentato quando si esprimerà la Corte d’Appello.