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Caos nel carcere di Taranto, aggressioni e sovraffollamento: «Non possiamo combattere da soli»

Un istituto sotto pressione, tra sovraffollamento e condizioni di lavoro sempre più difficili per il personale. Nel carcere di Taranto la situazione è diventata insostenibile. Un detenuto avrebbe sferrato un pugno a un poliziotto mentre un altro, il giorno dopo, ha dato fuoco a un materasso. L’ennesima denuncia arriva dal sindacato della Polizia penitenziaria (Sappe), che sottolinea come i detenuti hanno superato quota 800, a fronte di non più di 350 posti regolamentari, con celle che arrivano a ospitare cinque persone in spazi già stretti per tre, mentre i poliziotti diminuiscono tra pensionamenti e aggressioni.

Nei giorni scorsi, denuncia ancora il sindacato, sono stati sequestrati numerosi pacchi lanciati all’esterno del carcere. Due chili di hashish e cocaina. «È bene che tutti sappiano che tenere il carcere di Taranto in questa situazione – sottolinea segretario nazionale Federico Pilagatti – costa molti soldi al giorno ai contribuenti». Il mancato rispetto dell’articolo 35 ter dell’ordinamento penitenziario, infatti, prevede almeno tre metri quadrati di spazio vitale per detenuto: la violazione espone l’amministrazione a risarcimenti di otto euro al giorno a persona. Una stima che, per Taranto, si tradurrebbe in circa 6mila euro al giorno.

«Purtroppo la battaglia che i vertici del carcere e i poliziotti stanno combattendo contro detenuti sempre più prepotenti per far prevalere la legalità, il rispetto delle leggi e per cercare di tutelare i detenuti più deboli che vengono spesso sopraffatti dai violenti, è impari – continua il sindacato – poiché il DAP è inesistente, come pure l’amministrazione regionale che non pone un argine all’arrivo di ristretti nella nostra regione».

Il personale di Taranto «sta dimostrando molto coraggio ed abnegazione, ma non può continuare a combattere da solo contro una criminalità attrezzata e con tante potenzialità» conclude Pilagatti, sottolineando la necessità di un «aiuto urgente dell’amministrazione penitenziaria al fine di rivitalizzare gli organici della polizia penitenziaria con l’invio di almeno 100 unità, nonché a provvedere ad uno sfollamento di almeno 250 detenuti».

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