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Buoni welfare all’ex Ilva, rivolta dei sindacati a Taranto: Fim Cisl scrive ai vertici aziendali

I lavoratori metalmeccanici continuano a protestare per la mancata erogazione dei buoni welfare all’ex Ilva. Dopo le proteste per la sicurezza in fabbrica, anche alla luce dell’ultimo incidente, per fortuna senza feriti, in cui un carroponte si è ribaltato facendo cadere lastre di acciaio pesanti diverse tonnellate, la Fim Cisl denuncia il mancato riconoscimento dei buoni welfare per i lavoratori di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. In un documento inviato all’azienda e all’ufficio relazioni industriali, firmato dal coordinatore di fabbrica Vincenzo La Neve, il sindacato parla di «situazione inaccettabile», legata a un diritto previsto dal contratto nazionale di lavoro ma ancora non garantito.

Nel comunicato, si evidenzia come, nonostante le richieste e i solleciti già avanzati, «non si registrano risposte concrete né certezze sui tempi di erogazione dei buoni». La Fim sottolinea inoltre il contesto di forte difficoltà per i lavoratori, segnato dal ricorso alla cassa integrazione e da perdite salariali, in cui il welfare aziendale rappresenta «un sostegno fondamentale» per le famiglie. Il sindacato chiede quindi un incontro urgente e se non arriveranno risposte, non esclude ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori.

Le trattative

Intanto prosegue lo studio, da parte dei commissari di governo, delle offerte e dei piani finora presentati dall’indiana Jindal e dal fondo Flacks. Al question time alla Camera dei giorni scorsi, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha promesso di chiudere il dossier della cessione entro la fine di aprile. Flacks propone di comprare la fabbrica a un euro, annuncia investimenti per 5 miliardi e assicura che occuperà 8.500 addetti (ora sono circa 10mila). Jindal, invece, investirebbe un miliardo e mezzo, potrebbe occupare 4.500 unità ma promette dopo il 2030 un solo forno elettrico. Proposte molto diverse, quindi, ma ora l’elemento centrale ai fini della valutazione sull’offerta migliore sta nelle garanzie offerte dei due gruppi. Flacks, in particolare, ha contestato le condizioni indicate dai commissari.

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