Sono in provincia di Taranto due delle quattro strutture interessate in tutta la Puglia da bandi, tuttora aperti, nell’ambito del programma regionale “Luoghi comuni”. Si tratta del laboratorio urbano “Ex macello” di Sava e della chiesa sconsacrata di Sant’Agostino di Massafra, alla cui gestione per ventiquattro mesi ci si può candidare entro il 7 giugno presentando un progetto di innovazione sociale, a fronte della concessione di un contributo non superiore ai 40mila euro.
L’iniziativa, promossa dalla sezione politiche giovanili del dipartimento regionale per l’Innovazione e dalla collegata agenzia Arti, mette in rete giovani ed enti pubblici allo scopo di finanziare progetti rivolti al territorio e alle comunità, basati sulla valorizzazione del patrimonio pubblico sottoutilizzato. I bandi sono rivolti alle organizzazioni associative che abbiano una sede in Puglia, siano iscritte o iscrivende al registro unico del Terzo settore e contino una maggioranza di giovani di età compresa tra 18 e 35 anni all’interno del proprio consiglio direttivo.
Nel caso di Sava, l’immobile messo a bando ricopre un’area di quasi millenovecento metri quadrati, di cui trecento coperti, ospitanti tra l’altro una sala con un piccolo palcoscenico. Il complesso è agibile, fruibile e dotato di impianti e diverse attrezzature. Allo stato attuale questi spazi sono gestiti dal Comune e saltuariamente ospitano manifestazioni di diversa natura, patrocinate dall’amministrazione comunale: appuntamenti teatrali, eventi a scopo benefico, concerti. In seno al programma “Luoghi comuni”, l’amministrazione comunale promette la compartecipazione al progetto vincente attraverso il pagamento delle utenze, oltre che degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria necessari al corretto utilizzo dell’immobile.
Lo stessa promessa è espressa dal Comune di Massafra a proposito della concessione dell’ex chiesa di Sant’Agostino, su cui però è rimarcata l’esistenza del vincolo della Soprintendenza, la quale dovrà sempre autorizzare qualsiasi intervento si voglia fare sulla struttura. Anche in questo caso l’immobile è agibile e in buone condizioni. Lo spazio concesso è di trecentosessanta metri quadrati, sebbene il complesso cinquecentesco che lo ospita comprenda anche il convento annesso alla chiesa. Quest’ultima attualmente è uno spazio polifunzionale privo di arredi, utilizzato per eventi occasionali. Per “Luoghi comuni”, l’ente civico si impegna a eseguire i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche, di recupero dell’impianto termico e di allaccio dei servizi primari. «L’obiettivo – si legge nella scheda che presenta l’edificio – è aprire e rendere fruibile il bene attraverso la valorizzazione dello stesso in chiave moderna e polifunzionale, per farne polo di aggregazione sociale soprattutto coinvolgendo associazioni e giovani. In particolare, si intende facilitare lo sviluppo di competenze professionali e trasversali dei giovani; realizzare attività laboratoriali, formative e informative; fornire spazi di coworking, di studio e per la co-progettazione; promuovere attività culturali, artistiche e vocazionali del territorio».