Nessuna attenuazione delle misure cautelari a carico dei quattro minorenni che sarebbero coinvolti nell’omicidio di Bakari Sako, il bracciante maliano 35enne ucciso all’alba di sabato 9 maggio in piazza Fontana, nella città vecchia di Taranto, durante una brutale aggressione culminata con tre coltellate.
Il Tribunale del Riesame del capoluogo ionico ha, infatti, respinto i ricorsi contro le misure cautelari presentati dai quattro minorenni, che hanno età comprese tra i 15 e i 16 anni. Lo ha deciso il collegio composto dalla presidente del Tribunale per i minorenni Fabrizia Famà e dalla giudice Serena Gentile.
I quattro ragazzi si trovano attualmente negli istituti penali minorili di Bari e Lecce. La difesa del sedicenne accusato di aver impugnato il coltello aveva chiesto una misura meno afflittiva e il trasferimento in comunità, sostenendo che la confessione resa dal ragazzo attenuerebbe le esigenze cautelari.
Gli avvocati degli altri tre adolescenti avevano invece contestato l’esistenza dei gravi indizi, chiedendo la revoca della misura o, in subordine, provvedimenti meno severi, perché nelle dichiarazioni spontanee rese al gip, i tre minori avevano sostenuto di non essersi accorti delle coltellate inferte alla vittima. Al momento è stato depositato solo il dispositivo della decisione dei giudici.
Per l’omicidio di Bakari Sako sono indagati anche due maggiorenni: il 20enne Fabio Sale e il 22enne Mimmo Colucci. Per loro, detenuti nel carcere di Taranto, l’udienza davanti al Riesame è fissata per domani. I loro difensori chiedono l’annullamento dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Gabriele Antonaci, affermando che non avrebbero avuto un ruolo attivo nel delitto.
