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Ambiente svenduto, due società escluse dal processo sull’ex Ilva in corso a Potenza

L’esclusione è stata disposta dalla Corte d’Assise di Potenza, presieduta dal giudice Marcello Rotondi, dove è in corso il procedimento

Ambiente svenduto, due società escluse dal processo sull’ex Ilva in corso a Potenza

Due società – Riva Forni Elettrici e Partecipazioni industriali Spa – sono state escluse dal processo “Ambiente svenduto” sul presunto disastro ambientale dello stabilimento ex Ilva di Taranto.

L’esclusione è stata disposta dalla Corte d’Assise di Potenza, presieduta dal giudice Marcello Rotondi, dove è in corso il procedimento. Ilva Spa resta imputata per la responsabilità amministrativa in relazione alla contestazione di due omicidi colposi.

I legali avevano sollevato una questione preliminare sulla contestazione della legge 231, eccependo che, essendo stato dichiarato prescritto e venendo meno il reato associativo prima dell’esercizio dell’azione penale, dovesse cadere anche l’illecito contestato alle aziende.

«Questa decisione ristabilisce un principio fondamentale di legalità e di corretto accertamento delle responsabilità», sottolinea in una nota l’avvocato Pasquale Annicchiarico, partner di Dentons e difensore del Gruppo Riva insieme all’avvocato Carlo Enrico Paliero. «Abbiamo sostenuto fin dall’inizio – aggiunge – che Riva Forni Elettrici fosse totalmente estranea ai fatti contestati nel procedimento e che non potesse essere chiamata a rispondere per vicende antecedenti alla sua stessa esistenza. Il provvedimento del Tribunale conferma la fondatezza delle nostre argomentazioni e riafferma l’importanza del rispetto delle garanzie processuali e del diritto di difesa, soprattutto in procedimenti di tale complessità e rilevanza».

Il processo è ripartito a Potenza dopo l’annullamento della sentenza di primo grado disposta dalla Corte d’assise d’appello di Taranto a settembre 2024 per la presenza di due giudici onorari tra le parti offese.

Sono imputate 16 persone fisiche, tra cui gli ex proprietari Nicola e Fabio Riva, l’ex direttore Luigi Capogrosso e altri dirigenti e funzionari accusati a vario titolo di disastro ambientale e avvelenamento di sostanze alimentari.

Le difese hanno sollevato una serie di eccezioni chiedendo l’inutilizzabilità dell’incidente probatorio relativo alle due perizie (chimica ed epidemiologica). Il processo è stato aggiornato al 19 giugno quando interloquiranno sul punto pm e parti civili.