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Acciaierie d’Italia infiocchetta l’Ilva. Riparte la produzione entro due mesi

Se da un lato la grande fabbrica sembra trascinarsi a stento, dall’altra arriva la notizia secondo cui entro il mese di aprile la produzione di acciaio arriverà a quattro milioni di tonnellate e ripartiranno le cokerie. A questo si aggiunge un investimento di un miliardo di euro destinato alle manutenzioni. A renderlo noto è Acciaierie d’Italia in A.S. Sugli altoforni mettono in chiaro che il «2» ha completato le attività di test, con una ripartenza progressiva prevista nei prossimi giorni. Per «l’altoforno 4» invece è prevista la manutenzione per la sostituzione delle piastre che inizierà il prossimo 28 febbraio e proseguirà per una sessantina di giorni.

La ripartenza

In concomitanza con la fine saranno riavviate le cokerie con la rimessa in esercizio delle batterie 7,8 e 12 attualmente ferme a causa di interventi di manutenzione sul catalizzatore. Dopo questi passaggi la produzione, nel giro di circa due mesi, arriverà a quattro milioni di tonnellate. Alle attività di manutenzione da febbraio 2024 sono stati destinati oltre 997 milioni di euro. «Nel 2025 risulta che il sito di Taranto dell’ex Ilva ha registrato il più alto numero di ore lavorate negli ultimi anni – dicono da AdI – questi interventi mirano a rendere la fabbrica efficiente e operativa in vista della conclusione della gara in corso per l’acquisizione dello stabilimento».

Intanto oggi a Roma, nella sede della Flm, c’è l’incontro dei tre segretari generali di Fim, Fiom e Uilm. Un incontro ritenuto necessario da Uliano, De Palma e Palombella alla luce delle notizie relative all’attuale situazione dell’ex Ilva, alla richiesta di proroga di dodici mesi della cassa integrazione per 4450 lavoratori e alle dichiarazioni del ministro Urso.

Il sindacato Lavoratori metalmeccanici organizzati (Lmo) dice «basta alle decisioni calate dall’alto» riferendosi all’ex Ilva e al rigassificatore «apprendiamo che è stata presentata l’istanza per l’avvio della procedura del progetto relativo al rigassificatore e il riavvio dell’altoforno 2» lamenta Stefano Sibilla coordinatore Lmo «visto l’incidente dello scorso maggio all’altoforno 1 non possiamo tacere sulla ripartenza dell’altoforno 2 per la sicurezza dei lavoratori»

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