Il mondo del ciclismo è sotto choc per una tragedia che ha i contorni dell’assurdo. Cristian Muñoz, ciclista professionista colombiano di 31 anni, è morto questa mattina all’ospedale di Oviedo a causa di una letale setticemia, innescata da una banale caduta in gara avvenuta meno di una settimana fa.
Il drammatico calvario del corridore, in forza alla squadra Nu Colombia, era iniziato sabato scorso durante la prima tappa del Tour du Jura, in Francia. Coinvolto in una caduta di gruppo, Muñoz aveva riportato quello che sembrava un infortunio gestibile: una profonda ferita al ginocchio sinistro.
Dalla ferita all’infezione fatale
Subito dopo l’incidente in terra francese, il 31enne era stato medicato con alcuni punti di sutura e sottoposto a una terapia antibiotica preventiva. Ricevuto il via libera dai medici, il ciclista si era messo in viaggio verso la Spagna per raggiungere i compagni di squadra in vista del Giro delle Asturie.
Tuttavia, durante il trasferimento, la situazione è degenerata. Come ha spiegato il team manager della Nu Colombia, Raul Mesa, la gamba di Muñoz ha iniziato a gonfiarsi in modo anomalo e preoccupante. Giunto in Spagna, si è reso necessario il ricovero d’urgenza in un ospedale di Oviedo, dove i medici gli hanno diagnosticato un’infezione profonda e particolarmente aggressiva, resistente ai trattamenti.
«Nelle ultime ore, le sue condizioni sono precipitate e, nonostante i disperati sforzi dell’équipe medica, Cristian è deceduto questa mattina», ha comunicato con profondo cordoglio la squadra. In segno di lutto e rispetto per il compagno scomparso, la Nu Colombia ha annunciato il ritiro immediato in blocco dal Giro delle Asturie, la cui seconda tappa si è disputata proprio oggi.