La quarta giornata di Serie A va in archivio con un bilancio del tutto positivo dal punto di vista arbitrale: pochi casi e soprattutto poche polemiche. C’è tuttavia un fatto rilevante da segnalare: c’è stata la prima revisione stagionale al monitor per una chiamata del VAR, nel caso specifico per un contatto braccio-pallone punibile. Inoltre, per la stessa casistica, è stato fischiato un altro calcio di rigore direttamente in campo e c’è stata anche la prima espulsione (sempre dal campo), avvenuta per doppia ammonizione. Ma andiamo a vedere tutte le situazioni che hanno portato alle decisioni dei direttori di gara in campo e ai controlli del VAR, grazie alla lente del regolamento.
Fallo di Pulisic, quale cartellino? Il regolamento

Pulisic interviene con la gamba a mezz’aria su Taylor, prendendolo sullo stinco. L’arbitro estrae il cartellino giallo per “imprudenza” e il VAR avalla questa decisione. Tuttavia, i calciatori e i tifosi della Lazio chiedono l’espulsione.
Per determinare e differenziare i falli di gioco, il regolamento pone in evidenza tre concetti: la negligenza, l’imprudenza e la vigoria sproporzionata, che poi per un’espulsione si traduce in un grave fallo di gioco.
Per imprudenza, che porta ad un cartellino giallo, l’intervento deve essere caratterizzato da “noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario”. Per vigoria sproporzionata, invece, che porta ad un cartellino rosso, l’arbitro deve denotare nel calciatore che compie l’intervento un “eccesso nell’uso necessario della forza e/o mette in pericolo l’incolumità di un avversario”. Nella dicitura del grave fallo di gioco, è specificato che “qualsiasi calciatore che, in un contrasto per il possesso del pallone, colpisca un avversario da davanti, di lato o da dietro, utilizzando una o entrambe le gambe, con vigoria sproporzionata o che metta in pericolo l’incolumità di un avversario, si rende colpevole di un grave fallo di gioco” (e quindi deve essere espulso).
Per determinare questi parametri, l’arbitro guarda il punto di contatto, la modalità e l’intensità dell’intervento: l’altezza pari o superiore alle caviglie, i tacchetti esposti e una velocità sostenuta.
Pulisic-Taylor, perché il Var non è intervenuto
Se sono presenti tutti gli elementi sopracitati e l’arbitro in campo non estrae il cartellino rosso, l’evento viene classificato come “errore chiaro ed evidente” dal Var che può intervenire per raccomandare una On Field Review. Velocità e punto di contatto sono presenti nell’intervento, ma non essendoci tacchetti esposti, elemento che cambia sposta la decisione molto più sul giallo, il Var ha ritenuto congrua la decisione da campo.
Rete di Noslin, “gioco pericoloso”? Il regolamento

La rete “rocambolesca” di Noslin avviene mentre De Winter sta cercando di calciare il pallone per allontanarlo, all’altezza però della testa dell’attaccante laziale. Secondo il regolamento, un calcio di punizione indiretto viene assegnato se un calciatore gioca in modo pericoloso, ovvero “una qualsiasi azione di un calciatore che, nel tentativo di giocare il pallone, mette in pericolo l’incolumità di qualcuno (incluso sé stesso) e include impedire a un avversario vicino di giocare il pallone per timore di infortunarsi. Il gioco pericoloso è causato da quegli atti che, compiuti con poca accortezza, possono, a giudizio dell’arbitro, risultare pericolosi per chi li compie o per gli avversari, come ad esempio anche abbassare la testa all’altezza del piede di un avversario che sta calciando il pallone”.
Rete di Noslin, perché il Var non è intervenuto
La differenza in questo caso sta tutta nel movimento della testa dell’attaccante della Lazio che si trova già in quella posizione quando il pallone gli carambola addosso e non si abbassa per prenderlo all’altezza quindi del piede dell’avversario, non compiendo quindi un gioco pericoloso. Di conseguenza il VAR ha convalidato la rete con un silent check.
Rigore per il Genoa per fallo di mano di Cittadini, il regolamento

La prima chiamata all’on-field review di questa stagione arriva per l’arbitro Rapuano, che non ravvede un contatto mano-pallone punibile del difensore del Frosinone Cittadini su una conclusione diretta verso la porta con il braccio che si trova a L e quindi che aumenta il volume del corpo e dello spazio occupato dal difensore.
Il regolamento infatti dice che si determina un’infrazione quando un calciatore “tocca il pallone con le proprie mani / braccia
quando queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo. Si considera che un calciatore stia aumentando lo spazio occupato dal proprio corpo in modo innaturale quando la posizione delle sue mani / braccia non è conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione o non è giustificabile da tale movimento. Avendo le mani / braccia in una tale posizione, il calciatore si assume il rischio che vengano colpite dal pallone e di essere punito”
Fallo di mano di Cittadini, perché è intervenuto il Var
Avendo il braccio tale posizione al momento dell’impatto con il pallone ed avendo interrotto comunque una traiettoria in area di rigore verso la porta, il VAR ha ritenuto il fatto di non fischiare questo contatto un “grave episodio non visto”, o “chiaro ed evidente errore” in relazione a un calcio di rigore.
Calcio di rigore per fallo di mano di Kolasinac, il regolamento

La casistica e il regolamento sono esattamente gli stessi appena visti. In questo caso però Kolasinac salta con le braccia posizionate in alto sopra la linea della spalla, posizione considerata innaturale oltre che determinante un aumento di spazio occupato. Ovvero, posizione non ritenuta “conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione o non giustificabile da tale movimento. Avendo le mani / braccia in una tale posizione, il calciatore si assume il rischio che vengano colpite dal pallone e di essere punito”. Per questo motivo il VAR ha confermato la decisione con un silent check.
Contatto braccio-pallone di Romano, il regolamento

Sempre per la stessa casistica, in questo caso il pallone che arriva dall’alto e la posizione delle braccia verso il basso, che seguono la corsa nel movimento del corpo del calciatore in questione, determinano esattamente il contrario rispetto a quello che nel regolamento è menzionato come “movimento innaturale”. Ovvero, braccia più parallele al tronco e che si spostano come “conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione”. Sempre per queste motivazioni, dalla sala Var non è stato ritenuto un “chiaro ed evidente errore” per una revisione.
