Sulla pista Stelvio di Bormio, Giovanni Franzoni si è dimostrato subito in grande spolvero. Secondo posto nella prima prova cronometrata di discesa libera maschile. Il 24enne ha tagliato il traguardo col tempo di 1’56”08, a 16 centesimi dal sorprendente americano Cochran-Siegle e davanti a Marco Odermatt. Una prima prova a ritmi bassi, in vista della gara di sabato. «Mi sento bene – ha spiegato Franzoni – un po’ stanco dopo Crans Montana ma ho recuperato al meglio. Gareggiare in Italia è speciale e amo questa pista. La neve sta migliorando, mi sembra un fondo più facile di altre volte, spero sia più ghiacciata per la gara». Annullata, invece, per la troppa neve caduta a cortina, la prima prova di discesa libera femminile, in programma per oggi. Le sciatrici saranno in pista domani, mentre la gara è domenica.
Le protagoniste
Tra le azzurre più attese c’è sicuramente Sofia Goggia. La 33enne non si nasconde: «Mentirei se dicessi che non ci sto pensando. Penso spesso a Cortina, a quel sogno che avevo sin da bambina di vincere da grande le Olimpiadi. Lo porto con me nonostante, se devo essere sincera, io stia pensando in questo periodo più a quello che devo fare giorno per giorno. Sono molto concentrata sul calendario di Coppa del Mondo, anche per il fatto che Lindsey Vonn è 93 punti davanti a me nella classifica di discesa libera. Quindi ogni gara da qui in avanti può essere una possibilità per avvicinarmi, batterla ed eventualmente sorpassarla». Ha poi ricordato le precedenti esperienze ai Giochi: «Le Olimpiadi di Pyeongchang le ho fatte quando avevo 25 anni. A Pechino invece ne avevo 29. Adesso ne ho 33. Penso di essere molto cresciuta rispetto al 2018, per tanti aspetti mi sento molto diversa anche, ma penso comunque di essere sempre fatta della stessa pasta. Magari sono più riflessiva su alcune cose. Di Pyeongchang ricordo di aver vissuto quelle giornate pensando solo alla bellezza dell’evento e alla possibilità di vivere quel sogno che avevo sempre coltivato sin da bambina. A Pechino è stato un bellissimo argento, anche per il percorso di avvicinamento molto tortuoso». Infine ha confermato quanto detto nel 2018: «Sogno la discesa libera».
Il blackout
Un guasto di otto minuti ha lasciato al buio giocatori e spettatori durante le prime gare di curling nello Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina.