(ANSA) – ROMA, 17 LUG – “Fermare Messi è una sfida immensa, una motivazione incredibile per me e per tutta la squadra. Poter giocare contro una nazionale come l’Argentina, che ha già vinto questo trofeo, rende questa partita ancora più importante e sono molto felice di poter vivere questo momento”. Così, in conferenza stampa presso il centro di allenamento di East Hanover, nel New Jersey, l’attaccante spagnolo Mikel Merino a due giorni dalla finale. “Ho un’incredibile fiducia in me stesso e nelle mie capacità, e ogni volta che scendo in campo credo di poter dare un contributo alla squadra – ha detto il centrocampista, che ha deciso in uscita dalla panchina le partite contro Portogallo e Belgio -. Ma onestamente, non importa chi sarà l’eroe, l’importante è che alla fine la squadra vinca: quando si conquista un titolo, questo appartiene a tutti, non solo agli undici titolari”. “Sarà una partita intensa in cui l’arbitrò dovrà controllare l’intensità e la frequenza dei duelli e dei falli. Più velocemente il pallone circolerà tra di noi, meno tempo avrà l’avversario per commettere falli”, ha analizzato, per poi chiudere con il capitolo memorie: “Non ho ricordi molto chiari del 2010, ma ricordo quanto ammirassi i giocatori dell’epoca. Poter rappresentare oggi il nostro Paese ed essere quegli stessi giocatori per le nuove generazioni, per i bambini che ci guardano, è qualcosa di magico», ha concluso. (ANSA).
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