(ANSA) – ROMA, 16 GIU – Il vero uomo ovunque del mondiale non è Achraf Akimi o Weston McKennie, e neppure Jude Bellingham. Tutti dilettanti, con i loro 12-13 km a partita, rispetto al vero universale di questo inizio torneo: Gianni Infantino. Un po’ Pippo Olimpionico un po’ Cruyff dei bei tempi, il presidente della Fifa macina miglia, fusi orari e campi di gioco. Sta dappertutto, vuole fare tutto: dal vertice di pace alla tribuna dello stadio di Guadalajara spuntano il faccione e l’inquadratura sorniona in tv. In questi primi giorni di torneo due partite al giorno in presenza, nonostante le distanze di paesi che sono grandi quasi come continenti. Il Telegraph ha scoperto come fa: la Fifa – spiega il quotidiano britannico – ha stipulato un accordo con Qatar Airways per garantire un aereo privato sempre pronto a partire con a bordo Infantino, e il resto lo fanno una maxi scorta e un Suv da quasi 200 mila dollari. Uomo non più giovanissimo ma dotato di dinamismo e mosso da una certa ambizione di presenza, Infantino nel suo piccolo contrasta così anche uno dei problemi della manifestazione, gli spazi vuoti in tribuna nei primi match dei Mondiali. Risultare onnipresenti a un evento che coinvolge 16 stadi sparsi in tutto il Nordamerica, coprendo quattro fusi orari e distanze fino a 4mila chilometri, è un’impresa che ha mandato in ebollizione i social dove è stato notato che l’ aiuto decisivo arrivato dall’aereo di Qatar Airways permetterà ad Infantino di sentirsi un po’ come il suo grande amico Donald Trump, visto che l’anno scorso proprio il Qatar donò al presidente americano un Boeing 747 da 400 milioni di dollari da usare come nuovo Air Force One. Al momento Infantino ha coperto in aereo circa 14 mila km, un terzo della circonferenza terrestre e, a questo ritmo, ha buone possibilità di completare l’impresa prima che finisca la fase a gironi. L’onnipresenza ha evidenti risvolti ambientali, ma non è che il tema sia tra le priorità di questi Mondiali: il New Weather Institute ha già definito questa Coppa “l’evento più inquinante di sempre”, stimando l’emissione di 9 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente. Il grosso, 7,7 milioni di tonnellate, deriva proprio dal trasporto aereo, che genera emissioni quadruple rispetto alla media dei Mondiali disputati tra il 2010 e il 2022. Ci sarebbe anche un nodo di costi, ma almeno la riapertura dello stretto di Hormuz dovrebbe portare a un calo dei prezzi dei carburanti. Chissà se della questione si è parlato la scorsa notte, quando Infantino è passato a salutare negli spogliatoi i giocatori dell’Iran. A proposito, ove mai fosse passato inosservato, in favore di telecamera ne ha approfittato per chiedere al ct Ghalenoei, “Vi serve un centravanti? Io ci sto…”. (ANSA).
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