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Lotta alla mafia in Puglia, al Premio Ambrosoli riconoscimenti a Curione, Fai e don Cassano

I tre rappresentano i volti complementari della cultura della legalità: magistratura, società civile organizzata e presidio educativo-comunitario

Lotta alla mafia in Puglia, al Premio Ambrosoli riconoscimenti a Curione, Fai e don Cassano

Tre forme di presidio della legalità: l’azione giudiziaria contro la criminalità organizzata e i sistemi corruttivi, la ribellione collettiva degli imprenditori alla pressione estorsiva e l’impegno sociale nei territori più esposti al controllo dei clan.

Sono queste le motivazioni con cui, durante la cerimonia di consegna del Premio Giorgio Ambrosoli, sono state conferite menzioni speciali a Silvia Curione (magistrato in forza alla Procura della Repubblica di Taranto), alla Federazione antiracket italiana (Fai) e a don Angelo Cassano (parroco barese e referente di Libera Puglia).

I tre rappresentano i volti complementari della cultura della legalità: magistratura, società civile organizzata e presidio educativo-comunitario.

Silvia Curione

Silvia Curione, magistrato in forza alla Procura della Repubblica di Taranto, è stata premiata per il suo operato nell’esercizio della funzione giurisprudenziale in territori ad alta densità criminale. Nel corso della sua attività inquirente ha coordinato indagini di particolare complessità contro la criminalità organizzata e i sistemi corruttivi che inquinano il tessuto industriale e amministrativo della Puglia.

Con rigore metodologico e determinazione, ha affrontato l’omertà ambientale e le reti di complicità finanziaria, dimostrando che la giustizia non arretra di fronte a poteri consolidati o a contesti intimidatori.

La Federazione antiracket italiana

La Fai – Federazione Antiracket Italiana ha ricevuto la menzione speciale per la vicenda della mafia garganica a Vieste, una delle pagine più significative di riscatto civile della storia recente del territorio.

Il riconoscimento valorizza la storica ribellione avvenuta a Vieste, dove 27 imprenditori locali, uscendo dall’omertà, hanno trovato il coraggio di denunciare compatti i loro estorsori, azzerando il potere di ricatto dei clan egemoni sul territorio.

Una svolta resa possibile anche grazie alla visione di Tano Grasso, già Presidente nazionale della Fai e pioniere del movimento antiracket, e al lavoro del procuratore della Direzione nazionale antimafia, Giuseppe Gatti.

Don Angelo Cassano

Don Angelo Cassano, parroco a Bari e referente di Libera in Puglia, è stato premiato per il suo impegno nei quartieri complessi e segnati dal controllo dei clan.

Da anni esercita una profonda azione educativa e sociale, sottraendo i giovani alla manovalanza criminale attraverso l’educazione, la cultura e il lavoro onesto. In prima linea per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, ha trasformato la parrocchia e i presidi sociali in luoghi aperti di trasparenza, legalità e responsabilità pubblica.

Il Premio Giorgio Ambrosoli

In coerenza con la sua missione e scopo sociale, il Premio Giorgio Ambrosoli si conferma un luogo di riferimento primario nazionale per la tutela e il rafforzamento in Italia dello stato di diritto, la Rule of Law, sempre più un tema centrale delle diplomazie internazionali.

Il Premio contribuisce alla promozione della cultura dell’applicazione della legge attraverso l’identificazione e promozione di “esempi invisibili”, persone che nell’ambito della loro attività professionale si siano contraddistinte per la tutela dello stato di diritto tramite la pratica dell’integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di “contesti ambientali” di pericolo o di improprie pressioni contro la legge durante il loro operato.