Si allarga l’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale guidata dal pm Maurizio Ascione e dal procuratore aggiunto Paolo Ielo. Nuove intercettazioni aggiungono un quarto match a quelli già sotto la lente degli inquirenti (Inter-Verona, Bologna-Inter e il derby di Coppa Italia del 2025). Si tratta di Torino-Inter del 26 aprile 2026, finita 2-2. Secondo l’accusa, l’ex designatore Gianluca Rocchi avrebbe scelto l’arbitro Maurizio Mariani solo dopo aver ottenuto il “previo consenso” del club nerazzurro, che inizialmente non gradiva il direttore di gara.
Come rivelato dal Corriere della Sera, la Procura ha riformulato l’ipotesi di frode sportiva. Rocchi avrebbe agito “in concorso con esponenti della società sportiva Inter”, sfruttando i presunti “rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Figc”. Va specificato che né Gravina né i dirigenti dell’Inter risultano attualmente indagati.
L’intercettazione chiave risalirebbe ai giorni precedenti la partita, quando un dirigente dell’Aia ha riferito a Rocchi i malumori interisti per la scelta di Mariani. Rocchi, autosospesosi il 25 aprile e recentemente sostituito da Daniele Orsato, si è già fatto interrogare dai magistrati difendendo la bontà della propria scelta tecnica. Dal nuovo invito a comparire è intanto caduto un capitolo centrale della prima stesura: è stata infatti stralciata l’accusa sulle presunte “bussate” alla sala Var di Lissone per condizionare le decisioni in diretta
