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Vertice Nato di Ankara, Trump: «Non lasceremo l’alleanza, pieno supporto all’Ucraina»

Dietro la facciata diplomatica, tuttavia, l’escalation militare con Teheran ha imposto immediate ripercussioni pratiche

Vertice Nato di Ankara, Trump: «Non lasceremo l’alleanza, pieno supporto all’Ucraina»
epa13098607 US President Donald Trump (C) speaks during a press conference at the 2026 NATO summit in Ankara, Turkey, 08 July 2026. The NATO Summit takes place from 07-08 July. EPA/NECATI SAVAS

Si è concluso ad Ankara un Vertice Nato “breve ma intenso”, dominato dalle tensioni geopolitiche globali e dai complessi equilibri interni all’Alleanza. A tracciare il bilancio finale è stato in primis il presidente statunitense Donald Trump, che in conferenza stampa ha dipinto un quadro di inaspettata armonia: «C’era un’unità straordinaria, dicono di volermi bene e in un certo senso sono riusciti a fare colpo su di me». Un clima disteso confermato anche dal premier spagnolo Pedro Sanchez, che ha liquidato le indiscrezioni parlando di un colloquio informale con l’inquilino della Casa Bianca e di «nessuna tensione», nonostante Trump avesse poco prima commentato laconico: «La Spagna è stata molto cattiva, ma l’Italia è stata buona, hanno solo avuto un brutto momento».

Dietro la facciata diplomatica, tuttavia, l’escalation militare con Teheran ha imposto immediate ripercussioni pratiche. Per ragioni di sicurezza legate ai recenti attacchi iraniani, Trump rientrerà a Washington a bordo del vecchio Air Force One, rinunciando al nuovo Boeing donato dal Qatar usato all’andata. Interpellato sul cambio di programma, il presidente ha glissato: «Il nuovo aereo volerà verso una base in Europa così i soldati potranno vederlo, noi torneremo con i mezzi normali».

Sul fronte italiano, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato fermezza sia nei rapporti bilaterali che nelle strategie di Difesa. A margine del summit, Meloni ha incontrato il presidente turco Erdogan per fare il punto su Ucraina, Medio Oriente e Libia, siglando un’intesa sul contrasto ai flussi migratori irregolari. In conferenza stampa, la premier ha risposto blindando la sovranità economica nazionale: «Rispettiamo gli impegni sulle spese Nato, ma decidiamo noi tempi, modi e priorità. Gli investimenti devono rimanere nelle fabbriche e nella ricerca in Italia, non saranno assegni spediti all’estero». Meloni ha poi chiuso il capitolo sulle recenti frizioni personali con il leader americano: «Su Trump non mi pento di nulla».