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Fiorentina, Vanoli torna in panchina per sostituire Grosso: esonero record dopo tre giornate

La proprietà di Commisso ribalta la guida tecnica dopo un avvio choc e un mercato da 130 milioni: per l’ex campione del mondo è il quinto in carriera

Fiorentina, Vanoli torna in panchina per sostituire Grosso: esonero record dopo tre giornate
(Foto Ansa)

La corsa di Fabio Grosso sulla panchina della Fiorentina si interrompe bruscamente dopo appena tre partite: è quanto è bastato al vertice societario guidato da Joseph Commisso per decretare la fine dell’esperienza del tecnico, ingaggiato neppure due mesi fa per dare un nuovo corso alla formazione viola. L’azzeramento della guida tecnica si è consumato nella serata di domenica, aprendo un immediato giro di consultazioni per individuare la soluzione. La dirigenza toscana ha accelerato le operazioni optando per la riassunzione di Paolo Vanoli, destinato a riprendere in mano la squadra a breve distanza dal mancato rinnovo del contratto deciso lo scorso giugno per inaugurare un ciclo differente.

La decisione di richiamare il tecnico della passata stagione ha frammentato il consenso della piazza: parte della tifoseria auspicava l’ingaggio di Thiago Motta, frenato dalla richiesta d’ingaggio di 3,5 milioni di euro all’anno, altri caldeggiavano il ritorno di Raffaele Palladino o evocavano il profilo di Antonio Conte. L’orientamento della società di affidarsi nuovamente a Vanoli trova invece sponda in chi rivede nel tecnico il profilo idoneo a riportare equilibrio, memoria del percorso avviato un anno fa per centrare una salvezza non del tutto scontata. Per Grosso termina così l’avventura a Firenze dopo l’esperienza al Sassuolo: sono state esiziali le tre sconfitte incassate contro Roma (4-0), Frosinone (0-3 nel giorno del centenario) e Torino (1-2).

Il cambio di rotta giunge a margine di una campagna trasferimenti particolarmente onerosa coordinata dal direttore sportivo Fabio Paratici, contrassegnata da un investimento complessivo vicino ai 130 milioni di euro per la ristrutturazione dell’organico. Tra i principali innesti figurano l’arrivo in prestito di Mastantuono dal Real Madrid, il rientro in Italia di Gnonto e le operazioni concluse per i giovani Atta, Valdepenas, Viery e Oulai, messosi in luce all’ultimo Mondiale. Negli ultimi giorni di trattative la dirigenza ha inoltre ridefinito il reparto d’attacco con la cessione del trio Kean-Piccoli-Gudmundsson e gli acquisti di Beto, Pellegrino e Njie, configurando un rinnovamento strutturale che necessitava di un periodo di amalgama, ma dal quale la dirigenza si attendeva risultati difformi.

L’ultimo passo falso casalingo contro i granata ha scatenato la protesta della tifoseria, con la richiesta esplicita di dimissioni presentata all’indirizzo dell’allenatore. L’interessato ha tuttavia respinto la prospettiva di un passo indietro: «Non ci sta girando nel verso giusto, al primo episodio non riusciamo a tenere le redini della gara: sono cose che sapevo e che stanno venendo fuori, avremmo voluto mascherarle, non ci siamo riusciti». Il tecnico ha poi proseguito la disamina dell’operato: «Questo ambiente merita sicuramente risultati diversi da quelli che stiamo facendo noi, ma non ho mai pensato alle dimissioni». Nel pregara si era peraltro verificato un confronto acceso con il ds Paratici, motivato da vedute divergenti sulle strategie di mercato e sulla gestione di Kean. Per l’allenatore si tratta del quinto sollevamento dall’incarico dopo le parentesi con Verona, Brescia, Sion e Lione.

La società viola torna così ad affrontare un avvio di campionato turbolento sulla falsa riga della stagione precedente, quando Stefano Pioli venne sollevato dall’incarico alla decima giornata. In quella circostanza fu proprio Vanoli a subentrare, conducendo la squadra al mantenimento della categoria e fino ai quarti di finale di Conference League: un compito che il tecnico si trova ora chiamato a reiterare nell’anno delle celebrazioni del centenario del club.