«Qui mi sento proprio a casa. A dire il vero, ogni volta che vengo in Italia mi sento a casa, perché l’Italia, senza dubbio, è il mio Paese d’adozione». Con queste parole Tahar Ben Jelloun, scrittore, poeta e saggista franco-marocchino, ha ringraziato Bari e il sindaco Vito Leccese in occasione della consegna delle chiavi della città avvenuta nel corso di una cerimonia che si è svolta oggi a Palazzo di Città.
L’evento, che ha visto la partecipazione del direttore artistico del Bif&st Oscar Iarussi, della presidente dell’Apulia film commission Anna Maria Tosto, di assessori e consiglieri comunali, ha sancito il profondo legame tra la città di Bari e l’intellettuale di fama internazionale, più volte candidato al premio Nobel per la Letteratura e presidente della giuria del concorso Meridiana del Bif&st 2025.
A fare gli onori di casa è stato il sindaco Leccese, che ha personalmente consegnato le chiavi della città a Ben Jelloun.
Nel suo intervento, il primo cittadino ha ripercorso il suo personale incontro con la narrativa dello scrittore, risalente agli inizi degli anni ’90 con la lettura del romanzo “La creatura di sabbia“. Leccese ha sottolineato come la scrittura «semplice e luminosa» di Ben Jelloun offra spunti di riflessione su temi di grande attualità, tracciando un ideale filo conduttore tra il «pensiero inquieto di Albert Camus» e il «pensiero meridiano di Franco Cassano», individuando nello scrittore franco-marocchino un erede di quella «mediterraneità» dalle «radici culturali profondissime».
Il sindaco ha poi evidenziato la capacità del Mediterraneo di «unire con le proprie acque popoli e nazioni», richiamando il sogno di Giorgio La Pira di un «mare di Galilea più grande». Leccese ha accostato le atmosfere e i paesaggi mediterranei presenti nelle opere di Ben Jelloun ai valori fondanti di Bari: «È proprio in questo messaggio, tanto potente quanto semplice e attuale, che noi ritroviamo i valori nicolaiani di accoglienza e pace, che fanno parte del codice genetico di questa città, che si accinge a consegnarti le chiavi del suo cuore».
La cerimonia è proseguita con la lettura del testo della pergamena che accompagnava le chiavi, nella quale si riconosce in Tahar Ben Jelloun una “voce libera e preziosa, capace di costruire mondi e di svelare i meccanismi psicologici e culturali del razzismo e della discriminazione”.
Tahar Ben Jelloun ha ripercorso il suo rapporto con l’Italia, ricordando gli anni in cui è stato accolto, pubblicato e invitato a scrivere per quotidiani italiani. Ha poi condiviso riflessioni sul significato del Mediterraneo e dell’essere mediterranei, richiamando i valori di «solidarietà, accoglienza e fraternità» in contrasto con una realtà spesso dominata da «gente molto potente che idolatra il denaro e le armi».
Ben Jelloun ha inoltre sottolineato il ruolo dello scrittore come «testimone della sua epoca», un testimone non neutrale che si fa portavoce dei valori dell’umanesimo. Ha ricordato con gratitudine l’insegnamento paterno di un Islam essenziale, basato sul rispetto e sulla fratellanza. Infine, ha espresso il suo apprezzamento per la cultura e la gastronomia pugliese, ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile questo riconoscimento.
Prima della cerimonia, Tahar Ben Jelloun ha lasciato un messaggio sul Libro d’onore della Città, esprimendo il suo “grande onore, piacere, gioia e gran segno di amicizia”. Al termine dell’incontro, il sindaco Leccese ha omaggiato lo scrittore con una scultura in ceramica raffigurante un ulivo, simbolo di pace.