In Puglia il tasso di abbandono scolastico precoce si è attestato al 9,8% nel corso del 2024, un dato in miglioramento e prossimo all’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030, ma che nasconde ancora profondi divari sociali e territoriali. È l’analisi emersa nel corso del Congresso regionale della Uil Scuola Puglia, conclusosi a Vieste dopo due giorni di dibattito incentrati sulla necessità di restituire autorevolezza educativa al sistema scolastico per contrastare dispersione e devianza minorile.
Il Congresso ha confermato all’unanimità Gianni Verga alla guida del sindacato regionale. Ad affiancarlo in segreteria saranno Giuseppe Tagliente e Nicola Rega. Completano il quadro territoriale Carmela Rolli (Lecce), Raffaele Delvecchio (Bat) e Silvio Maglio (Brindisi). Ai lavori hanno preso parte anche il segretario generale nazionale Giuseppe D’Aprile, il segretario della Uil Puglia Stefano Frontini e il direttore dell’Usr Giuseppe Silipo.
Nonostante la flessione dei dati generali, Verga ha posto l’accento sulle fragilità del sistema: «I numeri parlano chiaro: persistono forti divari, con un’incidenza maggiore tra i giovani provenienti da contesti socio-economici svantaggiati. La regione continua a registrare migliaia di studenti che interrompono precocemente gli studi».
Sulla stessa linea il segretario nazionale Giuseppe D’Aprile, che ha tracciato la rotta per interventi non più differibili. Secondo il leader della Uil Scuola, la lotta all’esclusione passa per una riforma strutturale che includa la riduzione del numero di alunni per classe e il potenziamento delle tutele per il personale. «La scuola deve tornare a essere un valore strategico per il Paese – ha dichiarato D’Aprile – garantendo qualità e sicurezza attraverso investimenti finalmente svincolati dai vincoli di bilancio».

