La Puglia scommette sul rientro dei talenti e sul potenziamento delle infrastrutture per il diritto allo studio. Sono stati questi alcuni dei focus della cerimonia inaugurale dell’anno accademico 2025-2026 dell’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, che si è svolta stamattina nel teatro Piccinni e ha avuto come tema “Università trasformativa. Orizzonti, conoscenza, futuro“.
Durante l’appuntamento, istituzioni e rappresentanti del mondo accademico hanno tracciato la rotta per contrastare la fuga dei cervelli: al centro del piano figurano il recupero della caserma Magrone, destinata a diventare il più grande campus universitario del Mezzogiorno, e il possibile riutilizzo dell’ex ospedale militare Bonomo come studentato e centro di aggregazione.
L’apertura dell’anno accademico, la prima sotto la guida del rettore Roberto Bellotti, si è svolta in un clima di riflessione. «È una giornata di festa che cade in una giornata di guerra», ha dichiarato il rettore a margine della cerimonia, sottolineando la necessità di sobrietà per rispetto dei conflitti globali. Bellotti ha evidenziato come l’ateneo barese stia diventando un crocevia geopolitico, ospitando ricercatori e dottorandi provenienti da aree di crisi come la Striscia di Gaza e l’Iran. «La scommessa è attrarre studenti da altre regioni e dall’estero», ha aggiunto.
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha introdotto il concetto di “tornanza“, di cui si è parlato recentemente anche a Roma, in occasione dell’audizione sulla candidatura di Gravina a Capitale italiana della cultura. «Non è solo un ritorno alle radici, ma un investimento sul futuro», ha spiegato Decaro nel suo intervento. Il governatore ha ribadito l’impegno della Regione nel sostenere il diritto allo studio e la ricerca, definendo l’università un «presidio di democrazia» e un motore di trasformazione che deve creare le condizioni affinché restare in Puglia non sia un ripiego, ma una scelta competitiva.
Sulla stessa linea il sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha delineato la visione di una «città della conoscenza» sempre più integrata con l’ateneo. Leccese ha confermato l’avvio imminente dei lavori per la ristrutturazione della caserma Magrone e ha citato lo studentato nell’ex istituto nautico come esempio tangibile delle politiche abitative per i fuori sede.
Secondo il primo cittadino, Bari sta registrando segnali di controtendenza rispetto al passato, diventando un polo attrattivo anche per gli investimenti economici e offrendo reali opportunità occupazionali ai laureati locali.
La cerimonia è stata animata dalle note dell’Inno di Mameli, dell’Inno alla Gioia e di un brano di Quincy Jones, eseguiti da un’orchestra giovanile. L’evento si è concluso con le lectiones magistrales di Giuliana Galati, ricercatrice del dipartimento interuniversitario di Fisica, e di Fabrizia Lapecorella, vice segretaria generale dell’Ocse, che hanno declinato i temi dell’innovazione e della ricerca scientifica come strumenti di emancipazione sociale.