Ridurre il rischio di una ripresa della malattia, aumentando la sopravvivenza globale e offrendo alle pazienti elevate possibilità di guarigione. È questo l’obiettivo della sperimentazione clinica internazionale Ascent-05, avviata per la prima volta in Italia dall’istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari.
Due le pazienti – già sottoposte a terapia neo-adiuvante e che presentano un residuo della malattia dopo un intervento chirurgico – a cui è stato somministrato un immunoterapico associato a un anticorpo farmaco-coniugato per la cura del tumore del seno triplo negativo localmente avanzato.
Si tratta, spiegano dall’Oncologico, “di un enorme passo avanti nel trattamento per questo tipo di tumore, uno dei più difficili da trattare”.
Il commissario straordinario dell’istituto tumori di Bari, Alessandro Delle Donne, spiega che l’Oncologico «partecipa attivamente alle sperimentazioni internazionali più innovative, grazie alla collaborazione e ai fitti scambi con i centri oncologici più importanti del mondo». Tutto ciò, sottolinea, «si traduce nella possibilità di offrire farmaci più nuovi e più chance terapeutiche ai nostri pazienti, in particolare a coloro che non hanno avuto i risultati sperati con le terapie standard. Nei nostri ambulatori – aggiunge – assistiamo ogni giorno a piccole ma significative conquiste: conosciamo più a fondo la malattia, come si sviluppa e come prolifera e, sulla base di questa conoscenza, mettiamo a disposizione farmaci sempre più precisi e personalizzati».
La sperimentazione, approvata dal comitato etico dell’istituto e avviata con il supporto della direzione scientifica diretta da Raffaella Massafra, è partita nella Breast unit, diretta da Francesco Giotta, responsabile della struttura semplice di oncologia medica per la patologia mammaria. L’oncologo Antonio Cusmai ha individuato le prime due pazienti che potevano essere candidate allo studio clinico.