Questa mattina il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, che guida la Struttura di missione per la ZES del Mezzogiorno, incontra gli industriali nella sede di Confindustria Bari e BAT per partecipare a un convegno dedicato alla «ZES: dalle opportunità all’azione». Interverranno, il presidente di Confindustria Bari e BAT, Mario Aprile, il senatore Filippo Melchiorre, Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Agenzia per i rapporti con il territorio dell’Università degli Studi di Bari e Pippo Sciscioli, consulente ANCI.
I dati diffusi da «Check up Mezzogiorno Confindustria e SRM, rivelano un quadro incoraggiante soprattutto per alcune regioni meridionali, Campania, Puglia e Sicilia in particolare.
Nel 2025 è cresciuto in modo significativo il ricorso al credito d’imposta per gli investimenti nella ZES Unica del Mezzogiorno. Oltre 10.400 le domande presentate dalle imprese delle otto regioni interessate, con un incremento del 52% rispetto all’anno precedente. Un segnale chiaro della crescente attrattività dello strumento, soprattutto in alcune aree chiave del Sud. La Campania si conferma il principale polo di domanda, con quasi 3.800 richieste, pari a più del 35% del totale, quindi la Sicilia, con circa 2.400 domande e la Puglia, con quasi 1.800. Sul piano economico, le domande presentate nel 2025 corrispondono a un valore complessivo di credito d’imposta superiore a 3,64 miliardi di euro, in aumento del 42,8% rispetto al 2024. Anche in questo caso emerge il peso della Campania, che assorbe quasi il 39% delle risorse, seguita da Sicilia con il 23% e la Puglia: 18%.
Gli investimenti attivati grazie al meccanismo agevolativo superano i 7,3 miliardi di euro, con un incremento di oltre 2 miliardi rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda la tipologia di spesa, prevalgono gli investimenti in macchinari 37,4%, pari a oltre 2,7 miliardi, seguiti da attrezzature, 1,79 miliardi, impianti 1,71 miliardi e immobili 1,07 miliardi.
Le grandi imprese rappresentano una quota limitata delle domande pari all’8%, ma incidono in modo più rilevante sul valore degli investimenti: con il 23% del totale, pari a circa 1,7 miliardi di euro. Tuttavia, il credito loro riconosciuto scende al 18%, a causa delle aliquote decrescenti legate alla dimensione aziendale. I primi dati del 2026 confermano il trend positivo: oltre mille autorizzazioni già rilasciate, quasi 6 miliardi di investimenti attivati e più di 17mila nuovi posti di lavoro. Campania e Puglia si affermano come i principali motori dello sviluppo, concentrando circa il 69% delle autorizzazioni e il 75% dell’occupazione generata. Infine sul fronte settoriale, dominano le filiere dell’agroalimentare, dell’elettronica e ICT e del Made in Italy tradizionale, che insieme rappresentano oltre la metà delle autorizzazioni.
Le parole del sottosegretario Sbarra sottolineano la valenza di questo strumento.
«La ZES Unica Mezzogiorno è uno degli strumenti più rilevanti di politica industriale per sostenere lo sviluppo del Sud e rafforzarne la competitività. Contribuisce a creare un ambiente favorevole all’insediamento di nuove imprese, al rafforzamento di quelle esistenti e alla crescita dell’occupazione. In questo modo – conclude Sbarra – non solo sostiene lo sviluppo economico, ma favorisce anche un progressivo riequilibrio territoriale, riducendo i divari tra Nord e Sud. La ZES Unica non sostituisce il ruolo delle imprese, ma lo accompagna, offrendo strumenti concreti per trasformare il potenziale del Mezzogiorno in sviluppo reale e duraturo. Un percorso che richiede un dialogo costante con il sistema produttivo e che trova in Confindustria un interlocutore strategico nel raccordo tra istituzioni e imprese».









