«Dalla semplificazione alle misure di crisi fino alla chiarezza sulla definizione di dealcolato, il pacchetto vino riprende molte delle richieste di Coldiretti a tutela di un settore da primato del Made in Italy a tavola che sta attraversando un momento delicato, tra dazi Usa e tensioni sui consumi». Così l’associazione in una nota.
Per Coldiretti, «il via libera da parte della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo al pacchetto vino dopo l’accordo raggiunto nel dicembre va nella direzione della trasparenza e della lotta alla burocrazia». Si va dal nuovo regime per le autorizzazioni che, allungando le tempistiche, permettono una maggior razionalità sia agronomica che commerciale, all’allungamento dei tempi di promozione. «Ma è importante anche aver assicurato più chiarezza in etichetta sui vini dealcolati, in particolare per l’uso dei termini ‘senza alcol’ e ‘ridotto alcol’, con linee di demarcazione più lineari e sia per produttori che consumatori, oltre alla previsioni di misure di crisi uguali per tutti, attivabili a discrezione dello Stato membro».
«Un cambio di passo importante rispetto al quale sarà ora essenziale garantire una dotazione adeguata al settore all’interno delle nuove politiche europee per renderne l’applicazione realmente efficace per le aziende», aggiunge Coldiretti.
«Il settore vinicolo italiano – ricorda Coldiretti – rappresenta uno dei pilastri dell’economia agroalimentare nazionale, con un fatturato complessivo che ha raggiunto i 14,5 miliardi di euro. A gestire questo patrimonio ci sono 241.000 imprese viticole, distribuite su una superficie di 681.000 ettari, con Veneto, Sicilia e Puglia in testa per estensione. Il 78% della superficie – corrispondente a circa 532 mila ettari – è destinato alle Ig (65% Dop e 14% Igp), oltre a una biodiversità non ha paragoni al mondo grazie a 570 varietà indigene autoctone».









