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Vertenza Natuzzi, verso chiusura di un solo stabilimento: riparte il confronto tra Regione e sindacati

Chiusura di un solo stabilimento, revisione dei turni di lavoro, così da rimuovere le cause che rendono l'attività improduttiva, sul fronte degli esuberi è stato confermato il ricorso agli incentivi all'esodo, con l'impegno a valutare la richiesta sindacale di aumentare l'indennità economica prevista per i lavoratori interessati su base volontaria. Sono questi i punti principali…
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Chiusura di un solo stabilimento, revisione dei turni di lavoro, così da rimuovere le cause che rendono l’attività improduttiva, sul fronte degli esuberi è stato confermato il ricorso agli incentivi all’esodo, con l’impegno a valutare la richiesta sindacale di aumentare l’indennità economica prevista per i lavoratori interessati su base volontaria. Sono questi i punti principali emersi oggi sulla vertenza Natuzzi al tavolo convocato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio, insieme della Task Force regionale Occupazione presieduta da Leo Caroli, dove azienda e organizzazioni sindacali sono tornate a confrontarsi. Sulla base delle linee guida fissate nelle riunioni precedenti, Natuzzi ha anche illustrato il piano di investimenti incentrato su innovazione e ricerca, finalizzato a rafforzare la competitività, a migliorare processi produttivi e prodotto e valorizzare ulteriormente la formazione continua.

L’azienda si è detta disponibile ad aprire un confronto con i sindacati per affrontare le criticità organizzative che incidono sulla capacità produttiva e rimuovere tutti gli ostacoli evidenziati al tavolo. In merito al reshoring, l’azienda ha accettato l’ipotesi di non interrompere il processo di ritorno delle produzioni in Italia dalla Romania e di sospendere le decisioni aziendali a suo tempo prese, in attesa degli esiti delle misure regionali e nazionali finalizzate a contenere i costi di trasformazione. Sarà valutato l’accesso agli strumenti disponibili, tra cui il contratto di sviluppo e le misure previste dall’articolo 4 ter del decreto legge 18/2024, compatibilmente con i requisiti richiesti, anche attraverso una interlocuzione con il Mimit.

«L’incontro di oggi rappresenta un passo avanti importante – dichiara Di Sciascio – Non siamo ancora al traguardo di un’intesa definitiva, ma abbiamo rimesso in moto il confronto». Sono già stati calendarizzati nuovi incontri tra azienda e sindacato, il 23 e il 25 febbraio, in vista dell’appuntamento presso il Mimit del 2 marzo.

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