La vertenza Natuzzi resta senza una soluzione condivisa dopo il muro contro muro tra azienda e sindacati registrato oggi a Roma.
L’incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), volto a siglare l’accordo sul Piano industriale 2026-2028, si è concluso con un nulla di fatto. La distanza tra le parti è stata definita «incolmabile» dalla società, nonostante la partecipazione dei rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata nel tentativo di mediare una sintesi sostenibile.
Al centro dello scontro c’è la strategia per il prossimo triennio, che l’azienda considera indispensabile per rispondere all’instabilità economica globale e trasformare il proprio modello di business.
Secondo quanto comunicato da Natuzzi, il sindacato avrebbe mostrato un’apertura limitata esclusivamente agli incentivi all’esodo, respingendo invece gli altri pilastri della ristrutturazione. Una chiusura giudicata «ingiustificata» dal gruppo, che sostiene come le misure proposte fossero finalizzate alla salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale e al rilancio del marchio.
Di parere più cauto le istituzioni locali. L’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Eugenio Di Sciascio, ha confermato la permanenza di una significativa distanza, sottolineando che non è stato ancora raggiunto un equilibrio tra le necessità industriali e la tutela dei lavoratori.
I nodi principali restano le esternalizzazioni, il riassetto produttivo tramite ammortizzatori sociali e il tema del reshoring, ovvero il rientro delle produzioni in Italia, per il quale si ipotizza un intervento pubblico di accompagnamento.
Il tavolo ministeriale non ha potuto far altro che registrare lo stallo, ma la Regione Puglia, attraverso la task force guidata da Leo Caroli, ha annunciato che non abbasserà la guardia. L’obiettivo delle istituzioni è promuovere nuove iniziative per riportare le parti al confronto, cercando soluzioni concrete che evitino l’impatto sociale della crisi in un territorio dove Natuzzi rappresenta un presidio industriale storico.
L’azienda, dal canto suo, ha rivolto un appello alle organizzazioni sindacali affinché recuperino la consapevolezza del quadro complesso in cui il gruppo si trova a operare.









